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Archivi del mese giugno, 2010

Prezzo Oro Giugno 2010

Il prezzo dell’oro a Giugno 2010 continuerà a compromettere la credibilità delle monete. Vediamo come l’euro cade contro l’Impero del dollaro, e anche notare che le borse sono sempre più alla ricerca di riflettere la crisi che abbiamo passato. Il mercato orso è il padrone della situazione mentre del toro e dei rally di qualche anno fa non se ne vede più l’ombra e probabilmente non se ne vedrà per quel che resta del 2010.

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Ma dal canto suo il metallo giallo continua ad accumulare valore. Inoltre, nessuno censura la speculazione su questo metallo e sul mercato del Forex inizia a dimostrarsi un investimento rialzista vincente. Molto denaro che oggi esce dalla borsa lo fa per entrare in oro. Concretamente mentre le quotazione della borsa scendono le quotazioni dell’oro salgono. Le previsioni, spiegano gli esperti, sono quelle di un trend di questo tipo per il resto dell’anno.

Il prezzo dell’oro supera la zona l’area dei 1.250 punti come ci aspettavamo, e si prevede di raggiungere, e superare, i1.300 punti. Più precisamente, il prezzo dell’oro si muoverà in una curva dentro a un canale rialzista perfetto tra il 1350-1400 dollari per le prossime settimane.

Ricordate anche che non molto tempo fa ha raggiunto il record di € 963,10 l’oncia, e  ha superato la barriera mentale dei 1.000. D’altra parte, l’argento non rimanere indietro, perché si è stabilizzato dopo un periodo di ribassismo e quindi, non offrirà nessuna sorpresa. È tempo di comprare argento, oro e aspettare.

L’Impero del Dollaro

La storia dell’economia è inseparabilmente legata alla nascita, splendore e disfatta di molti imperi. L’impero economico del dollaro è oggi secondo molti analisti un impero che attraversa l’ultimo periodo di splendore prima di entrare definitivamente nel buio tunnel della rotta finale. Ma la storia delle relazioni internazionali ci insegna anche –secondo le teorie più legate alla tradizionale corrente realista– che tutti gli imperi economici o tutte le valute di grande egemonia internazionale, prima della distruzione del suo potere devono avere un poderoso rivale o una serie di rivali pronti ad occupare il vuoto lasciato dal monarca deposto dal trono.

Americans Empire

Americans Empire

Il dollaro ha questo rivale? Si chiedono gli esperti. Potrebbe essere la Cina, si ovvio, risposta scontata. Come poteva esserlo la moneta unica europea prima che la crisi finanziaria diventasse una vera e propria crisi dell’euro, una crisi dell’eurozona e una crisi nervosa per Angela Merkel e le banche tedesche. Ma partiamo dall’inizio, dalla Cina e cerchiamo di rispondere a perché il dollaro non può essere spiazzato nel breve termine dallo Yuan.

Se rileggiamo con calma i libri di storia vediamo che nessun impero economico è durato meno di due secoli. E quando parliamo di impero economico lo associamo a una valuta usata come lingua koinè nell’economia internazionale. Nel caso degli stai uniti e del bigliettone verde questo periodo di tempo non è ancora passato. Anzi, non è passato nemmeno un quarto del tempo che ebbe l’impero britannico per occupare lo scenario globale.

A questo ragionamento si oppongono comunque alcune critiche. Dicono che la globalizzazione, l’era moderna, Internet e la mobilità delle popolazioni a livello globale cambino i tempi degli imperi e modifichino di base i concetti delle vecchie/nuove teorie delle relazioni internazionali; quelle che, per esempio, si basavano principalmente sulla lotta delle nazioni per la sopravvivenza in un mondo violento e in eterna concorrenza per il potere come descrive il teorico John J. Mearsheimer in libri come Offensive Realism. Se non conoscete Mearsheimer digitate su wikipeadia “distruzione totale di tutto e tutti”. Probabilmente troverete la voce per questo teorico.

Tornando agli Stati Uniti e alla Cina non vediamo certo segni di debolezza in questo periodo di recupero dalla crisi. Nemmeno da parte del dollaro ne da parte dello Yuan (stendiamo un velo pietoso sull’euro). Però esiste ancora un abisso di potere tra le due valute. Il biglietto verde continua a essere l’investimento rifugio di tutti i rispermiatori internazionali e la carta vincente di chi non vuole rischiare. Dal canto suo lo Yuan cede sempre più terreno alle richieste delle Casa Bianca. La politica monetaria cinese non riceve ordini da nessuno, ma ascolta con attenzione lo Zio Sam. Un rivale furioso e ansioso di guerra e sangue per occupare il posto dell’imperatore –come gentilmente descrive Mearsheimer– non si comporta affatto così.

Le monete che in questo momento sono –a veduta degli esperti di financialred.com- forti e hanno la possibilità di rifugiare investimenti che scappano dal collasso dell’euro sono le monete scandinave, il rublo, il franco svizzero, lo yen e lo yuan. Nessuna di queste però può ancora competere con il dollaro che dal suo trono eretto nell’era post Lehman Brothers lancia un messaggio chiaro al resto del mondo: siamo i vincitori, siamo i primi a recuperarci, saremo i primi a ripartire e farete meglio a mettere qualche dollaro in portafoglio perché la nostra moneta è forte e siamo qui per difenderla. Mearsheimer sarebbe fiero di Obama se il presidente avesse detto queste parole. Ne siamo sicuri.

Finanziaria: il caso della Spagna

Il governo di Zapatero ha fatto il primo passo per migliorare il futuro dell’economia spagnola. Non sapremo mai quanto sarebbe migliorata la situazione per il paese iberico nel 2010 se questo governo -fortemente legato a misure sociali e sempre sotto la pressione d’accordi sindacali che bloccano la mobilità del mercato del lavoro– avesse cambiato strategia quando gli esperti internazionali gli puntavano il dito contro già nel 2009 e a inizio 2010. Ricorderete bene la prima pagina del FT a gennaio con un inchiesta speciale sulla Spagna. Insostenibile diceva, credo, la copertina. Il governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero però non ha voluto crederci, pensando che quelli del FT l’avessero presa con la Spagna come fanno sempre, per puro divertimento giornalistico.

No c’è da biasimarlo, la stampa britannica ha infatti come sport nazionale il “lancio di escremento contro Spagna, Italia, Gecia e Portogallo”. Uno sport affascinante e a volte un poco sporco ma che nasconde sempre un fondo di verità. Tuttavia la Spagna ha chiusi gli occhi e ha inflitto ai suoi cittadini l’impossibilità di trovare un posto di lavoro. Soprattutto ai giovani. Zapatero ha subito escluso la possibilità di ritirare le protezioni per i lavoratori occupati –per non disturbare il placito letargo in cui è riuscito a far sprofondare i principali sindacati spagnoli: Comisiones Obreras e Unión General de Trabajadores- è ha condannato il paese ad essere la nuova Grecia ma con una sottile differenza. 5 milioni di disoccupati. Qualcuno si è già allarmato con questo dato. Per esempio Barack Obama e Hu Hintao. Che ieri hanno chiamato personalmente Zapatero per chiedergli di frenare la corsa suicida della Spagna verso un disastro nazionale che ormai l’Europa non sarebbe più in grado di sopportare. Non sappiamo a che ora abbiano chiamato il presidente Zapatero ma tenendo conto del fuso orario pensiamo proprio che durante queste telefonate uno dei tre interlocutori non dormiva da un pò. Probabilmente Zapatero.

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Infatti non è proprio momento di dormire. Un piano per salvare la Spagna e il Portogallo costerebbe 750 miliardi di euro e secondo le ultime indiscrezioni pare proprio che Angela Markel non dispone di questa cifra. Non che non voglia staccare l’assegno, certo, ma stà di fatto che le banche tedesche sono già indebitate come un giocatore di poker giapponese a Las Vegas. Non hanno più carte in mano.

La giocata vincente è arrivata invece da un sorprendente Zapatero. Lui, l’uomo che in sette anni di governo è riuscito soltanto a portare a termine una unica e non facile legge utile alla democrazia spagnola (il matrimonio per gli omosessuali) ha deciso ieri di lanciarsi in avanti e sfidare l’Europa con uno spavaldo atteggiamento davanti al suo stesso parlamento che ha assistito ieri basito alle proposte del presidente per tagliare la spesa pubblica:

  • Riduzione dello stipendio del personale del settore pubblico del 5% nel 2010 e sospensione totale nel 2011. Riduzione del 15% nello stipendio dei membri del governo. Stima risparmio: 3 miliardi di euro
  • Per il 2011 si sganciano le pensioni dall’inflazione e i prepensionamenti. Stima Risparmio: 1,5 milardi di euro.
  • Eliminato il sussidio nel 2011 per le mamme che non hanno un reddito pari al minimo in Spagna cioè che non lavorano o prendono meno di 600 euro. Stima risparmio: 1 miliardo di euro.
  • Taglio per i prodotti farmaceutici che ridurrà i guadagni netti di ogni farmacia di 1.500 euro al mese. Stima Risparmio: sconosciuta  ma sappiamo di certo che non supera i 2 miliardi di euro e che porterà alla chiusura o sciopero di molte farmacie. Soprattutto quelle in zone rurali.
  • Eliminata la retroattività nelle approvazioni della dipendenza. Burocrazia spagnola. Stima Risparmio: meno di mezzo miliardo di euro.
  • Taglio agli aiuti per l’aiuto Ufficiale allo Sviluppo di 600 milioni di euro nel 2010-2011.
  • 6 miliardi in meno di euro per gli investimenti pubblici.
  • Risparmio di oltre un miliardo di euro nelle spese assegnate alle Comunidades Autonomas: le regioni spagnole.
Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Se facciamo un rapido calcolo vedremo subito che la cifra di risparmio stimato non è molto alta se a confronto con i 750 miliardi che dovrebbero contribuire a salvare la Spagna. Tuttavia il Parlamento spagnolo (il partito socialista esclusivamente) ha applaudito queste magnifiche misure del presidente. Lui, rincuorato da questa dimostrazione di affetto del suo partito è tornato alla Moncloa (palazzo del Governo Spagnolo) senza chiamare il leader dell’opposizione neanche una sola volta e per prima cosa ha fissato un incontro per stamani con Comisiones Obreras e UGT. Per rincuorare anche loro e confortarsi a vicenda. Dal canto suo il leader dell’opposizione Mariano Rajoy –che rappresenta il 49% degli spagnoli– è rimasto a bocca aperta da questo nuovo Zapatero che ha preso così il “toro dalle corna”.  E il suo gesto di sorpresa è stato ancora più grande quando un economista della sua squadra gli ha girato un analisi della situazione che si riassume così:

  • La Spagna ha perso qualsiasi autorevolezza a livello economico in Europa. Adesso sarà il FMI, l’UE e soprattutto la Germania a dirci che cosa fare nei prossimi 5 anni.
  • Le misure di Zapatero non liberano il mercato del lavoro. Anzi, fanno stare peggio quelli che già stavano male: pensionati, vedove, il settore sanitario, le regioni più povere della Spagna che perdono gli aiuti, le imprese che perdono ogni sovvenzione per lo sviluppo e le famiglie con una basso reddito che perdono le sovvenzioni per la casa, per il primo bimbo e per i primi crediti.
  • La disoccupazione continuerà a crescere. Queste misure non mirano a frenarla e nemmeno a far ripartire l’economia. Perciò il gap previsto tra occupati e disoccupati sarà ancora più grande nel 2011.

Pensiamo che a questo punto Mariano Rajoy abbia avuto soltanto due scelte (questa informazione è ancora da confermare). La prima rimanere a bocca aperta tutta la notte al parlamento aspettando di svegliarsi da un terribile incubo di bandire rosse e Zapataros sorridenti. La seconda mandare immediatamente i suoi figli a cercare lavoro all’estero. Pensiamo che, come tutti gli spagnoli che possono permetterselo, il successore di Jose Maria Aznar abbia scelto la seconda.

Cambio dollaro

Come annunciato nel precedente post il cambio dollaro rispetto ad altre valute è destinato a portarsi a quote molto elevate nei prossimi anni. L’andamento dollaro euro per esempio ci offre una prova evidente del cambio di tendenza che ha sofferto il mondo delle valute dopo la crisi dell’euro. Gli investitori vedono il dollaro americano come un investimento sicuro, un investimento rifugio. Neanche le monete asiatiche –come spiegavamo in settimana- saranno all’altezza. Lo Yuan (anche conosciuto per Remimbi) viene considerato come il futuro egemone del marcato valutario ma la sua crescita è ancora troppo lenta e i movimenti monetari della Cina molto conservatori.

CONVERTITORE DOLLARO EURO

Un dollaro per domarli, Un dollaro per trovarli, Un dollaro per ghermirli e nel buio incatenarli, Nella Terra del Forex, dove l'Ombra cupa scende."

Un dollaro per domarli, Un dollaro per trovarli, Un dollaro per ghermirli e nel buio incatenarli, Nella Terra del Forex, dove l'Ombra cupa scende."

D’altro canto osserviamo lo Yen. Gli analisti ci consigliavano questa settimana di scappare dal cambio euro yen e vedevano il cross yen/euro in ottica ribassista visto che la moneta giapponese è stata assorbita da una spirale negativa che potrebbe allungarsi sino alla fine del 2010 così come l’euro.

Vincente dunque il cambio dollaro in tutti i settori. Su questo blog ancora non ci siamo occupati in profondità di mercati valutari come le valute scandinave o il rublo. Rispetto all’euro avrebbero anche qualche possibilità di guadagno nel breve termine ma non è sicuramente una scommessa sicura come puntare sul bigliettone di Gorge Washington.

Andamento Dollaro Euro

Il dollaro diventerà probabilmente una “valuta fortemente ascendente” nei prossimi 10 anni, dicono gli esperti di Bloomberg. Il suo status di valuta rifugio acquisito durante gli ultimi dieci anni è il principale fattore per affermarlo e il secondo motivo è la crescita dell’economia americana che supera Europa e Giappone, scrive UBS SA.

Un dollaro più forte. Cartoon: weakonomics.com

Un dollaro più forte. Cartoon: weakonomics.com

Il dollaro tornerà presto ad un modello visto nei primi anni 1980 e la fine degli anni 1990, quando si è apprezzato mentre le azioni salivano in borsa dopo un duro colpo. Lo scrive Mansoor MohiUddin, responsabile globale della strategia di FOREX di UBS in Singapore, che ha pubblicato un rapporto di ricerca dal titolo “FX Mega – Tendenze 2010-2020: Dollaro, Un regime in Cambiamento “. Il ruolo delle banche centrali è importante dice Uddin visto che possono intervenire più frequentemente nei mercati valutari, se continunano le oscillazioni di prezzo o delle volatilità.

Convertitore Dollari Euro


Infatti il biglietto verde è salito circa 8,7%. E un’altra prova per dimostrare che la ripresa economica degli Stati Uniti sta prendendo vigore. La Federal Reserve sarà la prima grande banca centrale ad aumentare i tassi di interesse, ha scritto Mohi-Uddin. In più ulteriori rinforzi del dollaro potrebbero arrivare dal sostegno dei money manager Usa, banche centrali estere e fondi sovrani, ha detto Mohi-Uddin.

“Nei prossimi 10 anni è probabile che il dollaro si sposterà ad avere un rapporto positivo con il sentimento degli investitori, mentre i fondamentali americani appaiono più attraenti di quelli della zona euro, del Regno Unito e Giappone,”. “La probabilità che il dollaro crescerà fortemente piuttosto che debolmente, quando gli investitori sono in cerca di rischio significherà un grande cambiamento nei mercati di valute”.

Economia in crescita

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Cambio Euro Yen

Questa settimana l’euro yen si porta effettivamente nell’area descritta nel post precedente di cambio dollaro euro. La forte volatilità porta il cross al ribasso in una zona (94 Yen) dove sicuramente –spiegano gli esperti a Cambio Dollaro Euro– si manterrà per i prossimi anni. Il Cambio Euro Yen torna dunque al ribasso ma il rimbalzo è possibile dovuto alla volatilità di queste settimane e il forte impatto delle elezioni anticipate.

Grafica Euro Yen di Alberto Iturralde

Grafica Euro Yen di Alberto Iturralde

Per il lungo termine però i nostri analisti consigliano di scegliere le posizioni corte e ricordare comunque che qualsiasi accenno rialzista nello Yen sarà soltanto un’illusione al meno fino alla fine del 2010 e parte del 2011.

Il prossimo obiettivo è in zona 94, e il nostro consiglio per i titolari di mutui multi valuta è quello di evitare il debito in Yen a tutto i costi. Questi prodotti sono stati molto pubblicizzati negli scorsi anni come una opportunità di creare debito a bassi tassi d’interesse ma la svalutazione della moneta unica torna pericolosa per chi si fidasse ancora dello Yen.

Fonte dell’Analisi: Il nostro esperto Alberto Iturralde dal suo blog http://elanalisistecnico.com/euro-yen-en-su-linea/

Yen Euro

Lo Yen cade a picco. Yen Euro subisce un grave colpo dopo le inaspettate dimissioni del primo ministro Yukio Hatoyama. Per il cross gli analisti auspicano momenti di forte volatilità dovute alla instabilità politica che attraversa il paese del sol nascente. Uno dei motivi principali delle dimissioni del primo ministro –dopo appena 8 mesi di incarico- nipponico è stata la forte pressione americana per mantenere la base militare statunitense di Okinawa. D’altro canto diversi scandali finanziari hanno portato il primo ministro a rinunciare al governo del paese forzato dal partito di coalizione del quale ha perso l’appoggio in brevissimo tempo.

Yen della Banca Centrale Giapponese (BoJ)

Yen della Banca Centrale Giapponese (BoJ)

Sul campo delle valute resta da segnalare la perdita Yen Dollaro. Il biglietto verde rimane sempre forte contro il resto delle valute e sullo Yen si è abbattuto con ferocia rompendo le prime resistenze che potrebbero portarlo a livelli di 91,975. Se il dollaro superasse i 92 Yen ci si potrebbe aspettare una impennata del trend rialzista è sarebbe meglio entrare in posizioni prima della fine di questo mese.

L’Euro Yen mantiene la resistenza dei 112,90 ma la volatilità a cui ci riferivamo prima fa si che sia sconsigliabile entrare in posizioni concrete di breve termine senza rimetterci.

Sterlina Yen invece è un investimento molto più sicuro nel breve termine. Lo scenario è ovviamente rialzista ma facciamo attenzione al supporto dei 132 Yen. Potrebbero rompere il trend e sarebbe un momento opportuno per uscire.

Cambio euro dollaro

Il cambio dollaro euro rimane appesantito dalla tendenza ribassista del cross euro dollaro. Nella sessione di oggi abbiamo visto come nel mercato delle valute i principali cross della moneta unica perdono terreno, a volte persino oltre il punto percentuale. Una cifra che non è da tutti i giorni nel mercato del Forex. Quando i trader scommettono al ribasso vuol dire che la scommessa è a un ulteriore perdita rispetto alle posizioni attuali. Si vince se l’euro continua a perdere. Questo comportamento è stato a volte descritto come un complotto contro l’euro. Tuttavia, non per giustificare i nostri colleghi del Forex, scommettere all’ippodromo che un cavallo arriverà ultimo, così come scommettere che arriverà primo è totalmente legittimo.

Anzi, è la stessa cosa. Il consiglio di cambio dollaro euro è continuare a scommettere su un euro che arriverà ultimo nei prossimi mesi e sicuramente fino alla fine dell’anno. Le stime degli analisti di financialred.com prevedono perdite nel cross sino ad un possibile supporto di 1,16 euro contro il dollaro. Dal punto di vista fondamentale le notizie che arrivano dalle agenzie di rating sono sempre più preoccupanti. Il credito britannico e quello spagnolo sono stati declassati da Fitch e il peso di ulteriori declassazioni potrebbe portare l’euro molto in basso, al di sotto dell’1,20 sul dollaro.

Tobin Tax

Il mondo della finanza non pagherà un centesimo per la ricostruzione dell’economia europea, almeno per ora. Ancora non si è trovato un accordo sulla tassazione delle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, dal nome del  premio nobel James Tobin che l’ha proposta nel 1972. La conferma arriva dalle parole del ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble nel corso di una conferenza stampa al termine dell’Ecofin. Il consesso dei ministri economici e finanziari dell’Unione europea ha raggiunto, però, un accordo preliminare sulla trasparenza degli hedge funde e private equity, soprattutto per quanto riguarda l’investimento di enti esteri all’interno dell’Unione. La Gran Bretagna e la Repubblica Ceca si sono opposte ma senza fare ostruzionismo nella speranza di ammorbidire la linea dei colleghi in vista della discussione della direttiva all’europarlamento di Bruxelles.

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“Non c’e’ ancora accordo”
Tra i Paesi dell’Unione europea sull’introduzione di una tassa europea da imporre alle transazioni finanziarie. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, , nel corso di una conferenza stampa al termine dei lavori dell’ Ecofin.

Informazioni sul dollaro e l'euro. La pagina di Forex per entrare nel mondo delle valute.

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