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Archivi del mese Noviembre, 2010

Cambio Kiwi Yen

Il Kiwi / Yen si muove lateralmente e sta disegnando la continuità di una forma triangolare di tendenza piatta. La pubblicazione degli ‘stress test’ per il settore finanziario europeo potrebbe fare la traversata e rompere questa cifra facendo salire le espettative in questo cross. Se i dubbi vengono cancellati dalle banche in modo chiaro le banche europee potrebbero convocare un raduno in torno alle attività di rischio e far salire i cross come il Kiwi Yen. Un cross che ultimamente suscita l’attenzione di non pochi risparmiatori.

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Nel breve periodo, dobbiamo fare attenzione al superamento oltre i 63,50 zona dove passa il triangolo superiore. Per fare questo potrebbe andare oltre il livello di 70, che è il risultato di proiettare verso l’alto l’altezza massima della figura triangolare. Un altro fattore da controllare sarebbe il miglioramento della media delle ultime 100 e 200 sessioni che sarebbe un altro modo per confermare la loro forza.

Cambio Dollaro. Il dollaro contro le piccole valute asiatiche: Won e la Rupia

Il won coreano

Questa valuta, a volte dimenticata dal mercato Forex, sale contro il dollaro. Sale dello 0,45% contro il biglietto verde sino a 1118,15. La banca centrale della Corea del Sud ha deciso da poco mantenere I tassi d’interesse al 2%, una decisione che concorda con il consesno economico. Il nuovo governatore della BoK ha dichiarato che l’incertezza è ancora presente sul mercato e che la crescita economica della Corea del sud è ancora in dubbio. Le principali ragioni sono, dice la BoK, il controllo di liquidità che esercita la Cina sui mercati asiatici e I problemi fiscali dell’Europa.

Esperti di Barclays stimano che la Banca Centrale sbloccherà I tassi a metà del 2010 quando probabilmente lo farannoa anche gli stati uniti.

Valute asiatiche contro il Dollaro.

Valute asiatiche contro il Dollaro. Foto: Getty

Un po di storia Wiki sul Won

Storicamente, il won coreano era suddiviso in 100 jeon (전), però attualmente nella Corea del Sud la moneta frazionata non si usa più. La quantità più piccola in uso è di 10 won, approssimativamente 0,8 centesimi di euro. Dato curioso, vista la forte svalutazione del cambio degli ultimi anni, i tagli della carta moneta dello Won Sud Coreano sono di 1.000 Won, 5.000 Won, e massimo 10.000 Won che al cambio del primo quadrimestre 2009 rappresenta poco più di 5 euro. Sono allo studio banconote da 50.000 e 100.000 ma nulla di definitivo per ora, per cui la economia locale è soprattutto basata sull’emissione di assegni bancari, vista la totale mancanza di praticità delle banconote in questione.

Rupia indiana

Anche la rupia indiana sale contro il dollaro dello 0,26% e arriva a 44,6150. Manmohan Singh, primo ministro indiano ha dichiarato che la banca Centrale dell’India potrebbe rilanciare I tassi sino al 5% mentre spariscono gli stimoli all’economia.

Un po di storia Wiki sulla Rupia

La Rupia (₨ o Rs.) (Hindi e altre lingue dell’India: Rupiya, dal sanscrito rupyakam che significa moneta d’argento) è stato il nome di vecchie monete ed è tuttora il nome di diverse valute in uso in India, Pakistan, Sri Lanka, Nepal, Mauritius, Seychelles; in Indonesia il nome della valuta è rupiah e nelle Maldive è rufiyaa. La rupia indiana e la rupia pakistana sono suddivise il 100 paisa (pl. paise o pice) e la rupia nepalese può essere suddivisa sia in cento paisa o pice (sia al singolare che al plurale) oppure in quattro Suka o in due Mohor.

Corea del Sud

L’autorità monetaria di Corea del Sud è arrivata al secondo aumento dei tassi di interesse finora quest’anno, ma ha lasciato il tasso di riferimento al di sotto dell’inflazione. Segnale che la Banca centrale di corea del Sud dovrebbe continuare in questa linea a meno che non si voglia esaurire i risparmi delle famiglie. Con interessi reali negativi, incentivi  verso la spesa, piuttosto che al risparmio, che crea pressione sul Indice dei prezzi al consumo e a creare una maggiore inflazione.Pertanto, la situazione economica in Corea non è stabile con i correnti livelli di crescita del PIL e dunque la Banca centrale potrebbe essere costretta ad alzare i tassi il prossimo trimestre e la moneta coreana si dovrebbe apprezzare.

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L’Euro dal 2010 in poi: Il futuro della moneta unica secondo The Economist

Il The Economist ha versato molto inchiostro questa settimana per spiegare ai suoi lettori quale sarà -secondo i loro editorialisti- il futuro della moneta unica dal 2010 in poi. Nell’articolo i giornalisti britannici parlano dei PIIGS come causa principale della volatilità dell’euro e anche di una probabile nuova crisi nell’eurozona nel medio termine. Tutto- spiega il settimanale- perché l’Eurotower ha deciso di salvare la Grecia con una iniezione di liquidità (da 30 milioni di euro con 15 milioni del FMI) invece di punire seriamente il paese – ovviamente lasciarlo andare in bancarotta significherebbe un colpo irreparabile per la moneta unica– e offrendogli il 5% di tasso d’interesse sul prestito. Una risposta, quella dei paesi europei, molto rischiosa visto che le probabilità che una crisi simile si ripeta in meno di tre anni, quando la Grecia dovrà ripagare il debito, è molto alta. Tuttavia se da oggi sino al 2013 l’economia ellenica riuscisse a capovolgere la situazione del debito nazionale e a crescere in modo sostenuto potrebbe ripagare interessi e superare la prova senza difficoltà. Situazione improbabile non solo per la Grecia ma anche per la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo.

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La debolezza dell’Euro e i PIIGS

Come è ben noto l’acronimo PIGS –maiali in inglese- è formato dai nomi dei paesi europei più deboli dal punto di vista finanziario: il Portogallo, l’Irlanda (originalmente l’Italia), la Grecia e la Spagna. Sotto ogni punto di vista è un termine poco amabile che usato – come succede spesso- dalla stampa anglosassone mira a denigrare queste quattro nazioni accusandole d’incapacità per controllare il loro deficit pubblico.

The PIGS. Source: BusinessWeek

The PIGS. Source: BusinessWeek

Il punto comune dei PIGS è appunto la fragilità delle loro economie sul campo della finanza pubblica. Anche se il caso recente del fallimento dell’economia greca, l’ancora più recente downgrade a AA- da parte di Fitch sul debito del Portogallo e gli indici di disoccupazione della Spagna e l’Irlanda con i loro crescenti deficit ci portano a pensare che questi 4 paesi siano sull’orlo del collasso esistono certe differenze da segnalare.

Il credito della Spagna è ancora considerato con AA, quello portoghese e irlandese AA- e soltanto la Grecia con una B; che non vuole dire esattamente “buono”, ma neanche “senza speranza”. Dal punto di vista della disoccupazione il Portogallo riscontra un 10,1%. Cioè la metà della Spagna e un deficit minore di quello ellenico ed irlandese.

I PIGS originali. Source: BusinessWeek

I PIGS originali. Source: The Big Picture

Tutti dati preocupanti ma comunque eterogenei. Per economisti come Paul Krugman si tratta di problemi strutturali relativi ad una integrazione monetaria non riuscita, per quelli europei di problemi puntuali e per l’euro – come valuta internazionale alla pari del dollaro- si tratta di una autostrada verso il basso.

Tuttavia, come abbiamo visto venerdì scorso, l’Europa non può permettersi di lasciar fallire uno dei suoi membri per quanto questi siano PIGS. I motori economici dell’Europa – Germania e Francia- hanno trovato il loro accordo e la Grecia sarà salvata. Ora la domanda che si pone il mercato è se questa situazione potrebbe ripetersi nelle altre economie periferiche dell’Unione. Un interrogante che finche aperto manterrà l’euro debole contro le altre valute internazionali.

Irlanda, una banca per gli asset tossici

L’Irlanda è pronta a creare una banca con asset tossici per il valore di 81 miliardi di euro. Creerà anche una nuova normativa per i requisiti di capitale delle banche. La “banca tossica” sarebbe –secondo gli esperti- un nuovo passo verso la nazionalizzazione del sistema bancario irlandese.

Toxic Asset. Pick:image.spreadshirt.com

Toxic Asset. Pick:image.spreadshirt.com

La banca riceverà il nome di Agenzia di Gestione degli attivi nazionali e potrebbe offrire sconti sugli asset tossici. Principalmente su quelli in mano ai maggiori gruppi immobiliari (17 miliardi). Questa misura avrà un impatto diretto sul futuro delle banche irlandesi che in futuro vedranno una normativa di regolamentazione del capitale più severa. I requisiti minimi di capitale saranno difficili da mantener –per molte banche nello stato attuale- senza l’aiuto del governo. Ecco perché si parla di nazzionalizare le banche.

La reazione della banche irlandesi è stata molto negativa durante la giornata in borsa si ieri: Al lied Irish Banks (-20%) e Bank of Ireland (10,4%). Rispettivamente lo stato controllerebbe il 70% ed il 40% delle due banche in futuro.

Lo Stato Irlandese mira a una “riforma del sistema dopo essersi liberati degli asset tossici” scrive il Financial Times. Le banche dovranno incrementare il Tier 1 sino al 7% e per tanto chiedere all’incirca 16 miliardi di capitale che –se fornito dal governo- diventerebbe un problema  serio per la finanza pubblica del paese. Il deficit dell’Irlanda crescerebbe in modo esponenziale confermandolo come la I più solida dell’acronimo PIIGS.

Prodotti alimentari e bevande

Il mercato dei prodotti alimentari e bevande non attraversa uno dei suoi migliori momenti.  I livelli di disoccupazione sono alle stelle e i consumatori hanno assolutamente bisogno di arrivare alla fine del mese con il minimo indispensabile. Inffati per le spese superflue in alimentari e bevande non c’è più spazio e la domanda osserva un calo importante nel periodo 2009-2010. D’altro canto vediamo come i costanti timori di deflazione fanno si che gli investimenti in questo comparto si siano dimezzati tornando ai livelli del 2003. L’offerta rimane timida e costantemente sotto pressione dal punto di vista ambientale visto che l’esaurimento delle risorse naturali è al centro dell’opinione pubblica e dell’agenda di tutti i governi. Come se quelle preoccupazioni non bastassero, l’industria deve anche preoccuparsi di una penuria di zucchero di barbabietola (elemento fondamentale per la preparazione di altri prodotti alimentari la cui rapida fermentazione lo rende un prodotto di necessario e costante rifornimento) potenzialmente devastante derivante da una sentenza giudiziaria inaspettata negli Stati Uniti.

prodotti tipici

Euro 2008

L’euro del 2008 non è cambiato molto rispetto all’euro del 2010. Anzi, è peggiorato. Soprattutto per quanto riguarda il cambio euro dollaro. Come possiamo osservare nella grafica i livelli del 2008 hanno un supporto in area 1.25 che fungeva da barriera psicologica per gli investitori europei ed americani con portafoglio in moneta unica dopo il collasso dell’economia globale. Il caso Lehman Brothers, ovvio, faceva sprofondare anche l’euro in due flessioni successive che però non superarono mai il supporto 1,25. Cosa succede nel 2010? Dopo un anno di politica economica europea basata fondamentalmente nell’iniezione di liquidità nei mercati vediamo persino un picco storico: 1.50 nel dicembre del 2009. Però la bolla –originata dai movimenti della BCE e dalla debolezza del dollaro– ha portato il cross ad un nuovo crollo durante la crisi del debito. La flessione arriva ben oltre il limite che raggiunse dopo il crollo di Lehman. Il minimo: 1,20.

euro 2008

Cambio Rublo Euro 2009

Da inizio del 2009 il Rublo – la moneta della federazione russa- ha subito importanti perdite. In que periodo per l’auppunto la valuta russa toccava fondo dopo minimi da tre anni e una svalutazione del 20%.

Tuttavia da pochi mesi il Rublo sembra attirare di nuovo l’attenzione degli investitori. A Dicembre 2009 la valuta toccava un tetto Massimo in 9 mesi. Un esempio chiaro di valuta emergente legata innanzitutto alla recupero dell’economia russa che inizierà un 2010 con  una progressiva uscita dalla forte crisi del 2009.

Anche la politica monetaria russa sembra sostenere un rublo più forte e diverse volte le sfere del Kremlino hanno pubblicamente espresso il loro scontento verso un dollaro eccessivamente apprezzato rispetto alla valuta russa.

rublo

Vedi dollaro-rublo convertitore

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Prezzo Argento

L’oncia di argento (vedi prezzo argento) è ancora attiva nelle ultime settimane. Superare il livello psicologico di $ 20 (resistenza) gli ha dato forza e oggi è andata ad un nuovo massimo annuo di $ 20,415. Tuttavia, riteniamo che il prezzo del metallo prezioso dovrà subire una correzione, come vediamo in entrambi gli oscillatori stocastici come l’indice di forza relativa e i livelli di ipercomprato, limitando il potenziale di rialzo del prezzo a breve termine. Il supporto si trova nell’area tracciata dalla media delle ultime 50 sedute che è a 17,83 dollari. Dopo questa correzione dovrebbe vedere se si consolida in posizioni al di sopra sopra $ 20. Questa sarebbe la condizione necessaria per considerare una spinta verso la massima resistenza di marzo 2008 a 21,375 dollari. Un altro elemento da considerare è che molti analisti sono rialzisti o ‘bullish’ nelle loro opinioni sui metalli preziosi. Ciò suggerisce che sarebbe il momento di puntare sul breve o caricare le nostre posizioni ribassiste. Così, tanto per andare contro corrente.

prezzo argento

prezzo argento

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