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Archivi del mese dicembre, 2010

Euroconvertitore dollaro euro

Che cosa è l’euroconvertitore dollaro euro? I nostri lettori ci hanno chiesto oggi -via mail- di rispondere  a questa domanda. Ecco la risposta: Per definizione l’euroconvertitore dollaro euro non esiste. Perché? Perché gli euroconvertitori (di quelli che troviamo sparsi sulla rete) sono fondamentalmente convertitori di valuta, più o meno efficienti, che cambiano automaticamente il valore di una cifra in euro a quella corrispondente in dollari americani o altre valute. Per convertire un dollaro americano dovremo invece cercare in modo diverso su internet. Cambiodollaroeuro per esempio è un sito specializzato in Forex che da inizio maggio 2010 offrirà la possibilità di convertire in euro i dollari e gli euro in altre valute internazionali con i tassi di scambio più aggiornati. Dunque, il nostro, no sarà un euroconvertitore ma un convertitore di valuta utile in entrambe direzioni. Cambio dollari euro e cambio euro in altre valute.

Rispondiamo ai lettori

Rispondiamo ai lettori

Corona norvegese

La Corona norvegese ha perso 0,60% e si quota a 8,0973. Nel paese nordico la produzione industriale è cresciuta dello 0,4% mensile, ma ha subito un calo del 0,8% annuo. La produzione manifatturiera, tuttavia, un elemento della produzione industriale è cresciuto del 2,2% annuo, ma la perdita dello 0,9% mensile in termini destagionalizzati. Le attività di estrazione di petrolio e gas è cresciuto del 1,4% mensile e la caduta del 7,1% annuo. Ad aprile, la produzione è scesa del 4,6% in termini annuali, mentre nella zona euro è aumentato del 9,6% rispetto allo stesso periodo.

Norway

Dovremo confrontare i dati pubblicati questo mese, quando i dati della zona euro, secondo Eurostat -pubblicati il 14 luglio- sono in rialzo ma il settore industriale norvegese sta prendendo più tempo per guarire, questo può essere dovuto al grande peso che l’attività di estrazione petrolio e gas in essa. Il prezzo del petrolio è sceso molto nel 2009 e nel 2010, con una conseguente diminuzione in questa produzione e il prezzo di vendita non è così attraente.

Prezzo benzina

Il prezzo della benzina sale grazie alla domanda e al prezzo del petrolio che si avvicina ai massimi degli ultimi due anni, grazie alle temperature di congelamento in Europa e Nord America che hanno aumentato la domanda di materie prime. Inoltre, l’aumento è sostenuto anche dalla speculazione circa la ripresa economica negli Stati Uniti il prossimo anno, aumentando così il consumo di carburante. Le temperature in Europa e in alcune zone degli Stati Uniti sono più fredde rispetto al normale, aumentando il prezzo del gas naturale nel Regno Unito del 14%. I  futures del greggio avanzano dello 0,8%. Ci si può aspettare del freddo  più intenso verso il nord Europa e la costa orientale degli Stati Uniti, ciò supporterebbe un novo aumento dei prezzi sui mercati petroliferi.

giacimento-di-petrolio

Prezzo del ferro

Il prezzo del ferro annunciava già un aumento di quasi il 90% quando ad inizio anno cominciava il rally delle commodities in Asia. È da confermare però che per il resto del 2010 ed il 2010 questo trend rimanga invariato e alzista. Il prezzo del metallo potrebbe aumentare anche grazie al appoggio di compagnie asiatiche come Toyota che si direbbero pronte a pattare con i principali produttori mondiali di ferro per evitare un impatto sull’economia nazionale giapponese.

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Principali paesi produttori di Ferro:

Rank by

sovereign state

Country Iron production

(thousands of tonnes)

year
World 1,800,000 2006
1 People’s Republic of China 588,000 2006
2 Brazil 318,000 2006
3 Australia 275,000 2006
4 India 140,000 2006
5 Russia 102,000 2006
6 Ukraine 74,000 2006
7 United States 53,000 2006
8 South Africa 41,000 2006
9 Canada 34,000 2006
10 Sweden 23,000 2006
11 Venezuela 23,000 2006
12 Iran 20,000 2006
13 Kazakhstan 19,000 2006
14 Mexico 11,000 2006
15 Mauritania 11,000 2006
16 Chile 7,862 2005
17 Peru 6,810 2005
18 North Korea 5,000 2005
19 Turkey 4,000 2005
20 Bosnia and Herzegovina 3,300 2005

Che cos’è un Rally?

Che cosa s’intende quando parliamo di rally? Un termine comune nella finanza che sentiamo quasi tutti i giorni associato –non sempre- ad euforia collettiva nei mercati o tra gli acquirenti di un asset. Da dove viene l’entusiasmo di un trader che esulta quando l’euro è in rally?

L’espressione rally proviene dal gergo militare anglosassone. Il significato rimonta alle battaglie classiche dove si combatteva a piedi o a cavallo e dove il risultato dipendeva più dal carattere –agguerrito o no- dei soldati che vi combattevano che dalla tecnologia che venia usata.

Rally delle truppe britanniche. Pick: Film il Patriota

Rally delle truppe britanniche. Pick: Film il Patriota

Nell’esercito inglese -sempre disciplinato e stoico- era comune parlare di rally quando delle truppe, una volta sconfitte o respinte nel mezzo della battaglia, si raggruppavano  di nuovo intorno a bandiere e ufficiali per caricare di nuovo il nemico.

Un rally nella Finanza

Nel caso della finanza è ben noto che rally significa guadagni. Un rally è un periodo di tempo nel quale i prezzi di asset, bond o indici sale in modo sostenuto. Il rally può generarsi tanto in un “mercato toro o in un “mercato orso” ma il rally è sempre associato al rinforzo di un valore dopo un periodo di stabilità o di flessione.

Che cosa causa un rally?

Sono diversi i fattori che possono portare al rally di una valuta, di un asset qualsiasi o di un indice finanziario. Il motivo più comune sarebbe l’entrata nel mercato di grandi somme di denaro che spingono i prezzi all’insù. Cioè acquisti su acquisti di un stesso asset. La durata del rally dipende sempre dalla quantità che gli inversori sono disposti a comprare e dalle pressioni di vendita che riscontrano le loro controparti. Per esempio se ci sono molti compratori ma non altrettanti venditori il rally di quel asset può diventare un rally lungo. Se invece i compratori sono gli stessi che i venditori il rally finirà quando il denaro che è entrato nel mercato si trasforma in asset.

Forex Dollar Euro

Non ci sorprende affatto che il Dollaro l’ultima settimana di gennaio 2010 sia stato al centro degli ordini di acquisto poiché bisogna dirlo, nei ultimi due mesi il Dollaro si è ripreso molto. Questi cambi affettano senz’altro anche il mercato forex dove le coppie di valute Dollaro Euro sono al centro dell’attenzione in questo momento.

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Peso argentino

Il Peso argentino si è svalutato dello 0,03% contro il biglietto verde e viene scambiato a 3,9252. Dopo aver completato la propria offerta di ristrutturazione del debito non pagato è possibile che le emissioni argentine -il paese non intende fare appello agli investitori perché il governo non ha politiche agressive e a l’investitore non piace l’imprevedibilità- rimangano stabili. Un campione della scarsa fiducia degli investitori stranieri nel Paese è che gli investimenti esteri diretti in Argentina sono ammontati a 4.900 milioni di dollari rispetto ai 26.000 milioni e 17.000 milioni di investimenti in Brasile in Cile.

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Fiorino ungherese

Il fiorino ungherese ha guadagnato lo 0,12% contro l’euro ed è scambiato oggi a 284,20. In Ungheria la produzione industriale è cresciuta del 13,7% annuo a maggio rispetto al 9,7% in aprile. La previsione di consenso stabilito è in crescita del 8,4%, quindi i dati sono stati molto migliori del previsto. In tasso mensile della produzione industriale è cresciuta del 5,4%, il più grande aumento mensile da gennaio. La ripresa della domanda interna e la forte domanda estera suggerisce che vi è una ripresa della crescita che non può più essere solo il prodotto di effetto base. L’Ungheria è venuto fuori dalla recessione nel quarto trimestre del 2009 e del 2010 la sua prima crescita accelerata. banca centrale ungherese prevede che la crescita annuale è di 0,9%.

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Il petrolio

L’evoluzione del petrolio lascia tutti noi, cosi come a molti analisti, un pò perplessi. Vediamo, se l’economia è debole e sembra che la seconda metà dell’anno sarà più complicata di quella precedente, perché il petrolio tende a salire? Andiamo a vedere i fondamentali. Nel sud-est asiatico la domanda resta sostenuta ma nei paesi sviluppati è di gran lunga inferiore rispetto agli anni precedenti. La risposta può venire dal lato dei produttori. I paesi dell’OPEC sembrano mantenere bene le quote accordate di abbracciare anche se ancora persiste la paura nel settore delle perforazioni in acque profonde, dopo i problemi enormi di BP dopo l’esplosione di una delle sue piattaforme nel Golfo del Messico. Infine, vediamo anche gli elementi geostrategici. Le tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti potrebbero aumentare a seguito delle dichiarazioni di Mike Mullen, capo dello Stato Maggiore delgi USA che ha dichiarato che militari hanno messo a punto un piano per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. Per scaricare questo possibile scenario si è detto estremamente preoccupato per l’esito di qualsiasi attacco. Questo potrebbe aggiungersi alla possibilità di una escalation armata tra Libano e Israele. Il libano è sempre stato usato da Iran e Siria come un modo per combattere lo stato ebraico e ora potrebbe fare la stessa fine con il conseguente shock relativo sui prezzi del greggio.

giacimento-di-petrolio

Le origini del dollaro

Le valute sono un sistema di intercambio che usano le persone per trasferire beni e servizi fra di loro. Queste prendono espressione nella forma di monete, banconote e “numeri virtuali” (nelle banche, carte, bancomat…).

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