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Finanza. Tutti i nostri post che parlano di: ‘Finanza’

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Europa in calo, Euro oscillante

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Secondo l’analisi periodico parte dal FTSE MIB, l’indice di Milano riporta un calo per la settimana appena conlcusa pari all’1.97% chiudendo la terza settimana di fila con un rendiconto sfavorevole. L’indice Nikkei di Tokyo, torna a essere favorevole dopo settimane di buio, questa settimana l’incremento è fissato a +2,54%, rinsaldando l’ottimo andazzo della scorsa settimana. Per quanto concerne il bilancio settimanale degli indici maggiori europei, chiude in calo il FTSE di Londra con un -1,76%, crolla pure il DAX di Francoforte in diminuzione dell’-1,12% nell’ultima settimana, il CAC di Parigi continua la linea di borse al ribasso con un bilancio pari al -1,85%, ultimo della lista l’IBEX di Madrid che negli ultimi 5 giorni perde il 2,77%, risultando il peggiore dei mercati europei. Chiude il quadro l’indice Dow Jones di New york, che nel corso dell’ultima settimana di operosità è in diminuzione dell’1,77%. L’Euro presenta una persistente ascesa nei confronti delle altre valute internazionali. Sul mercato delle materie prime, agro cedimento del Petrolio che perde in maniera notevole, stabilendo il prezzo sul mercato americano al momento a 97,18 dollari al barile.

Valute: le prospettive degli investimenti nella sterlina

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La sterlina è stata in grado di conseguire il suo maggior profitto verso l’ euro da gennaio 2009, quindi da 26 mesi all’incirca. Tale recupero è stato reso possibile grazie principalmente a quegli investitori che hanno speculato in gran numero sul sistema economico interno anglosassone, ritenuto nelle condizioni di riprendersi molto più rapidamenterispetto a quegli stati che sono nell’area dell’euro.

La sterlina si è apprezzata nei confronti del resto d’Europa, ma al contempo ha perduto terreno nei confronti del dollaro. Tra l’altro, sono molti gli studiosi di economia politica che hanno atteso le nuove movimenti di Bank of England, in primis l’accrescimento del tasso di mercato nel corso del terzo trimestre del 2011 e un importante aumento da parte della produzione nazionale, una stima più in alta rispetto alle aspettative dell’anno scorso (dicembre 2010).

Cosa è uno Swap di valute?

Colloquialmente il termine significa scambio. Come in tutte le operazioni di scambio, due o più partecipanti accordano le regole della permuta liberamente e in base al valore reale dei beni che vogliono scambiare. È ovvio che tutti i partecipanti devono essere d’accordo con il valore dei beni che l’altro propone e possono mercanteggiare. Invece, se si tratta di uno scambio finanziario o Swap, normalmente le controparti sono due e lo scambio è un accordo di trasferimento reciproco di un flusso di cassa nel tempo (come prima) ma il valore di questo flusso non è più determinato dalle controparti ma dal mercato.

Baratto=Swap? Pick: muchapasta.com

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Dollaro forte: “Un anno di sorprese”

“Il dollaro ci sorprenderà sicuramente quest’ anno. La sorpresa sarà sicuramente un rinforzo verso l’alto en non verso il basso. Perciò non vedo molte possibilità per le attività basate sulle materie prime come l’oro”. Parola d’analista. L’esperto Edward Meir, analista della MF Global Ltd, rispondeva così alle domande della Bloomberg TV.

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Tobin Tax

Il mondo della finanza non pagherà un centesimo per la ricostruzione dell’economia europea, almeno per ora. Ancora non si è trovato un accordo sulla tassazione delle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, dal nome del  premio nobel James Tobin che l’ha proposta nel 1972. La conferma arriva dalle parole del ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble nel corso di una conferenza stampa al termine dell’Ecofin. Il consesso dei ministri economici e finanziari dell’Unione europea ha raggiunto, però, un accordo preliminare sulla trasparenza degli hedge funde e private equity, soprattutto per quanto riguarda l’investimento di enti esteri all’interno dell’Unione. La Gran Bretagna e la Repubblica Ceca si sono opposte ma senza fare ostruzionismo nella speranza di ammorbidire la linea dei colleghi in vista della discussione della direttiva all’europarlamento di Bruxelles.

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“Non c’e’ ancora accordo”
Tra i Paesi dell’Unione europea sull’introduzione di una tassa europea da imporre alle transazioni finanziarie. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, , nel corso di una conferenza stampa al termine dei lavori dell’ Ecofin.

Un venerdì da forex: Ali ai piedi del Dollaro e lo Yuan durante la riunione del G20 a Whashington

Questa mattina il mercato si è svegliato con voglia di Yuan e Dollari grazie principalmente al germogliare di una avversione al rischio anticipata a inizio settimana. Lunedì, le borse assorbivano il colpo della polemica su Goldman Sachs e l’ennesima puntata della saga greca con pericolose volatilità che non hanno affatto beneficiato l’euro, la sterlina o le commodity currencies. Mentre i leader mondiali sono riuniti a Washington al vertice del G-20 (che finisce oggi) restiamo in attesa di uno degli appuntamenti più importanti della settimana e probabilmente del trimestre: la riunione primaverile del Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

Lo Zio Sam Sveglia il drago. Cartoon: Bill Maul per The Economist

Lo Zio Sam Sveglia il drago. Cartoon: Bill Mauldin per The Economist

Perché lo Yuan si e l’Euro no?

Soprattutto perché alla riunione del G20 lo Yuan sarà protagonista e l’Euro no. Perché questa volta Obama gioca in casa e con la presenza di tutti i banchieri centrali più importanti al mondo non si lascerà scappare di certo l’occasione di “svegliare il drago”. Una metafora, quella del drago che dorme, che non si addice, ormai, all’espansione dell’economia cinese che una volta era sotto stretto controllo o “addormentata”, visto che dietro la gran muraglia si nasconde un capitalismo forte e con bisogno di crescita.   Tuttavia gli americani vedono ancora la parabola come valida. Vogliono dare uno scossone al governo cinese per fare in modo che la rivalutazione dello Yuan sia effettiva entro la fine del 2010. Non sono state poche le pressioni della casa bianca sul governo cinese in questo senso.

Sulla falsariga degli interessi americani troviamo anche i banchieri centrali d’altri BRICS (principalmente India e Brasile) che hanno firmato un documento chiedendo alla Cina di “eliminare immediatamente la manipolazione monetaria dalla loro politica economica”. Henrique Meirelles, banca centrale del Brasile, ha dichiarato: “l’equilibrio dell’economia mondiale dipende da fattori critici come la rivalutazione della moneta cinese”.

Euro Dollaro. Alta volatilità una volta finito lo scossone Grecia

Euro Dollaro. L’Euro dimostrava nella giornata di ieri la possibilità di rimbalzare dopo aver toccato minimi di 1,3521 dollari. Per i rialzisti una resistenza evidente rimane oltre l’1,3679 dollari è sarà difficile che la moneta unica oltrepassi questo limite e ci rimanga per un lungo periodo di tempo. La volatilità in questo periodo rimane alta. D’altro canto il piano per salvare la Grecia (che appunto ieri provocava una polemica tra famosi economisti tedeschi) è ormai un evento che non possiamo più qualificare come market mover ma non è da scartare che il mercato decida di scommettere ancora contro l’Euro in vista dei problemi fiscali di alcuni paesi europei, come è il caso dell’Irlanda o della Spagna.

Euro Dollaro, volatilità e corse verso il basso

Euro Dollaro, volatilità e corse verso il basso

Dollaro che inciampa con la disoccupazione Usa

I dati macro Usa di ieri hanno avuto un impatto negativo sul dollaro. Il biglietto verde inciampava con i dati di ADP (employment report) sull’occupazione. Il report dell’agenzia segnalava la “distruzione” di 23.000 posti di lavoro contro le estime di creazione di posti 40.000 che si aspettava il mercato. La reazione dei mercati è simile a quella che ci si aspetterebbe venerdì quando gli Usa pubblicheranno i dati di disoccupazione americana. Purtroppo le borse saranno chiuse. Intanto in Italia l’Istat ha pubblicato i dati dell’occupazione italiana di febbario 2010.

Il dollaro che inciampa. Source: www.usbmania.ro/

Il dollaro che inciampa. Source: www.usbmania.ro/

Verso una nuova regolamentazione della Finanza. American Chamber of Commerce.

La Camera di Commercio Americana (ACCI) in Italia proponeva stamani un incontro con due ospiti d’eccezione per parlare della nuova regolamentazione della finanza: Corrado Faissola, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana e Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea. La tematica del convegno pubblicata dall’ufficio stampa della ACCI spiegava:

Negli ultimi due anni abbiamo dovuto affrontare la più grave crisi finanziaria dopo la Grande Depressione. Le radici di questa crisi risalgono a decenni. Anni senza una grave recessione economica hanno creato una forma d’autocompiacimento degli intermediari finanziari e degli investitori…

(Umberto Paolucci, Presidente della ACCI)

Nella sala del Westin Palace Hotel –l’evento era sponsorizzato da Intesa San Paolo e Standard and Poor’s– più o meno tutti eravamo d’accordo con questa introduzione che ha preceduto gli interventi di Faissola, Bini Smaghi e due tavole rotonde di dibattito sull’argomento. Dopo la presentazione di Umberto Paolucci  – e le parole dei due ospiti d’onore- è chiaro che anche le alte sfere della finanza fanno un sforzo per riconoscere questa realtà ed per adeguarvisi.

Basilea il tema centrale?

Faissola –il primo ad intervenire sull’argomento- si dice preoccupato per la revisione delle norme di Basilea in materia fiscale. Le banche italiane, dice Faissola, rivolgono l’attenzione principalmente alla modifica della disciplina della deducibilità delle rettifiche su crediti. Le sofferenze delle banche italiane, infatti, non sono poche.

Basilea. Source: www.map-of-switzerland.com

Basilea. Source: www.map-of-switzerland.com

“Questo aspetto è critico in Italia, a differenza… Continua a leggere Verso una nuova regolamentazione della Finanza. American Chamber of Commerce….

Prudential compra AIG Asia: forte caduta della Sterlina

Per la prima volta da maggio del 2009 la Sterlina è scivolata sotto la resistenza di quota 1,50 rispetto al dollaro. Il cross sterlina/dollaro è arrivata a livelli minimi con una posizione a 1,4784 quel che comporta un calo complessivo intraday di oltre il 2%. Un lieve rimbalzo ha poi portato a moneta britannica a salire sopra l’1,49.

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