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L’idea di Europa

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Prima di iniziare l’analisi dell’idea di Europa in Montesquieu mi sembra doveroso ripercorrere brevemente la storia dell’idea di Europa, per questo motivo chiamerò in causa lo storico celi” idea d’Europa Federico Chabod, autore di alcuni articoli che ci potranno aiutare nel costruire una generale visione sulla nascita del concetto d’Europa e il suo sviluppo conosciuto nel corso dei secoli. Inoltre, in questo elaborato cercherò di fornire alcune indicazioni sulla biografia, sul contesto culturale e politico di provenienza dell’autore oggetto di studio, importanti per comprendere il significato politico-istituzionale delle opere che lo hanno reso celebre, Les lettres persanes ( 1721 ) e l’ Esprit des lois (1748). In questi ultimi anni c’è stato e c’è, un gran parlare di Europa e di civiltà europea. E’ un proliferare di articoli di giornali e di riviste, discussioni e polemiche. Ma se ci fermiamo ad analizzare un po’ da vicino che cosa si intenda per “Europa”, ci accorgiamo subito dell’Europa confusione che regna nella mente di coloro che più- ne parlano e scrivono con tanta foga e insistenza. Nel 1932 la Reale Accademia d’Italia dedicò uno dei “convegni Volta ” proprio al tema “Europa”. 476-665-largeNel 1942, l’Istituto Nazionale di Cultura Fascista fece discutere sulla “Idea dell’Europa”. Chabod, storico dell’idea di Europa, riprese un tema su cui si intrattenne già nel passato: una prima volta presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Milano (autunno ’43 - primavera ’44) che affrontava i temi dell’idea di Europa e di quella di nazione. Successivamente Chabod tenne un altro corso presso la Facoltà di Lettere di Roma (gennaio ’47) pubblicata sotto il titolo “L’idea di Europa” nella Rassegna d’Italia, questa volta interessandosi più specificatamente sulla sola idea di Europa. Secondo l’autore, due erano i principi che avevano dato vita alle tradizioni e alla civiltà e agli altri valori del mondo europeo: lo spirito proprio dei gentiluomini e lo spirito proprio della religione. Con ciò si pone allora il problema di come sia sorto il concetto d’Europa. Quel che a noi interessa è il concetto di Europa dal punto dal punto di vista morale e culturale; dell’Europa, come “individualità” storica; dell’Europa che forma un ”quid” a sé, distinta dalle altre parti del globo. Quando noi diciamo “Europa”, oggi, intendiamoalludere non soltanto ad una certa estensione di terre, bagnate da certi mari, solcate da certecatene montuose, sottoposte ad un certo clima ecc.; intendiamo, assai più, alludere ad una certa forma di civiltà, ad un “modo di essere” che contraddistingue l’Europeo” dall’uomo di altricontinenti. Coscienza europea significa infatti differenziazione dell’Europa, come entità politica e morale, da altre entità, ossia, nel caso nostro, da altri continenti o gruppi di nazioni; il concetto di Europa deve fermarsi per contrapposizione, in quanto c’è qualcosa che non è Europa, ed acquista le sue caratteristiche e si precisa nei suoi elementi, almeno inizialmente, proprio attraverso un confronto con questa “non Europa”. Ora la prima contrapposizione tra l’Europa e qualcosa che Europa non è, è opera del pensiero greco. Tra l’età delle guerre persiane e l’età diAlessandro Magno si forma, per la prima volta, il senso di una Europa opposta all’Asia, per costumi, e, soprattutto per organizzazione politica; una Europa che rappresenta lo spirito di ”libertà”, contro il “dispotismo” asiatico.

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