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La crisi della Spagna. Tutti i nostri post che parlano di: ‘La crisi della Spagna’

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UE serra i ranghi con l’azione contro il deficit spagnolo (2°parte)

Gli analisti suggeriscono che in Spagna può succedere qualcosa di simile: Data la posizione debitoria relativamente favorevole della Spagna, Deutsche Bank ha detto oggi che un drastico aggiustamento fiscale non dovrebbe essere la prima priorità del governo. “Aspetta (per una regolazione più dura fiscale) fino al recupero in grado di risolvere nel 2013 può essere più utile per lo spagnolo finanze pubbliche a lungo termine”, la prima banca tedesca. Le reazioni a Bruxelles navigare tra ambiguità e la paura che con la Spagna di nuovo nei mercati target emanare una ricaduta nella crisi dell’euro. Il commissario agli Affari economici e monetari la scorsa notte si limita a rilevare che la Spagna “deve fare di più lavoro”, ma non disse una parola che la flessibilità minima permette l’Eurogruppo (5,3% vs 4,4% concordato che potrebbe aprire la porta ad altri paesi) o sulla possibilità che la Spagna ha bisogno di margine di poco più in vista della recessione incombente.

Il ministro delle finanze lussemburghese Luc Frieden, questa mattina è stato più esplicito: la Spagna affronta un “problema enorme” di dover tagliare il deficit in due anni di 8,5% del PIL al 3% del PIL, un po ‘ 55.000 milioni di euro, che ha quasi nessun altro paese. “Questo è un enorme buco per scendere al 3% in soli due anni. Ma i ministri dell’area dell’euro ritengono che ciò che aveva progettato di tagliare la Spagna quest’anno non è sufficiente “, ha detto. Le poche voci sono state ascoltate questa mattina all’ingresso dei ministri delle finanze della riunione Ecofin sono in linea ad applaudire l’Eurogruppo per il rispetto delle regole per la Spagna. Anders Borg, ministro svedese, ha detto che “è molto importante che quando si vedono segnali di stabilizzazione non vi è nulla per danneggiare la credibilità. E ‘molto importante per la Spagna per raggiungere gli obiettivi del 2013 “. Il suo omologo austriaco, Maria Fekter, ha paragonato la situazione in Spagna con quello d’Ungheria, che affronta il congelamento degli aiuti pari a 500 milioni di euro per non aver fatto abbastanza in termini di taglio del deficit. “Dovremmo trattare tutti i paesi allo stesso modo”, ha detto Fekter, in relazione alle denunce di piccoli paesi un trattamento più favorevole ricevuto da parte dei paesi più importanti.  Nel Parlamento, Presidente della Europeoa Commissione, Jose Manuel Durao Barroso, ha sostenuto con forza che non esiste uno standard doppio per trattare i casi di Ungheria e Spagna. A sostegno di questa affermazione, ha ricordato che l’Ungheria ha violato i propri impegni, e quindi la pena, mentre la Spagna resta impegnata a raggiungere il 3% nel 2013 e mantiene un forte impegno per piani di aggiustamento. Questo è il discorso: ranghi stretti con austerità. Il ministro francese, Francois Baroin, che era forse più chiaramente espressa nelle prime ore del mattino: “Ciò che è vero per la Spagna ad altri. Siamo sulla buona strada per ripristinare la fiducia nella zona euro. Dobbiamo attuare le necessarie misure di protezione, taglio del deficit. Nessuno può prendere le distanze in questo necessario processo di risanamento del bilancio “, ha detto Baroin. E ‘stato ipotizzato che la Francia sarebbe un alleato della Spagna in questo rilassamento necessario degli obiettivi di disavanzo. Tutte le indicazioni sono che Parigi, per impostazione predefinita a superare i vostri obiettivi nel 2011. Ma questa è un’altra storia.

Fonte: http://elpais.com

Finanziaria: il caso della Spagna

Il governo di Zapatero ha fatto il primo passo per migliorare il futuro dell’economia spagnola. Non sapremo mai quanto sarebbe migliorata la situazione per il paese iberico nel 2010 se questo governo -fortemente legato a misure sociali e sempre sotto la pressione d’accordi sindacali che bloccano la mobilità del mercato del lavoro– avesse cambiato strategia quando gli esperti internazionali gli puntavano il dito contro già nel 2009 e a inizio 2010. Ricorderete bene la prima pagina del FT a gennaio con un inchiesta speciale sulla Spagna. Insostenibile diceva, credo, la copertina. Il governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero però non ha voluto crederci, pensando che quelli del FT l’avessero presa con la Spagna come fanno sempre, per puro divertimento giornalistico.

No c’è da biasimarlo, la stampa britannica ha infatti come sport nazionale il “lancio di escremento contro Spagna, Italia, Gecia e Portogallo”. Uno sport affascinante e a volte un poco sporco ma che nasconde sempre un fondo di verità. Tuttavia la Spagna ha chiusi gli occhi e ha inflitto ai suoi cittadini l’impossibilità di trovare un posto di lavoro. Soprattutto ai giovani. Zapatero ha subito escluso la possibilità di ritirare le protezioni per i lavoratori occupati –per non disturbare il placito letargo in cui è riuscito a far sprofondare i principali sindacati spagnoli: Comisiones Obreras e Unión General de Trabajadores- è ha condannato il paese ad essere la nuova Grecia ma con una sottile differenza. 5 milioni di disoccupati. Qualcuno si è già allarmato con questo dato. Per esempio Barack Obama e Hu Hintao. Che ieri hanno chiamato personalmente Zapatero per chiedergli di frenare la corsa suicida della Spagna verso un disastro nazionale che ormai l’Europa non sarebbe più in grado di sopportare. Non sappiamo a che ora abbiano chiamato il presidente Zapatero ma tenendo conto del fuso orario pensiamo proprio che durante queste telefonate uno dei tre interlocutori non dormiva da un pò. Probabilmente Zapatero.

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Infatti non è proprio momento di dormire. Un piano per salvare la Spagna e il Portogallo costerebbe 750 miliardi di euro e secondo le ultime indiscrezioni pare proprio che Angela Markel non dispone di questa cifra. Non che non voglia staccare l’assegno, certo, ma stà di fatto che le banche tedesche sono già indebitate come un giocatore di poker giapponese a Las Vegas. Non hanno più carte in mano.

La giocata vincente è arrivata invece da un sorprendente Zapatero. Lui, l’uomo che in sette anni di governo è riuscito soltanto a portare a termine una unica e non facile legge utile alla democrazia spagnola (il matrimonio per gli omosessuali) ha deciso ieri di lanciarsi in avanti e sfidare l’Europa con uno spavaldo atteggiamento davanti al suo stesso parlamento che ha assistito ieri basito alle proposte del presidente per tagliare la spesa pubblica:

  • Riduzione dello stipendio del personale del settore pubblico del 5% nel 2010 e sospensione totale nel 2011. Riduzione del 15% nello stipendio dei membri del governo. Stima risparmio: 3 miliardi di euro
  • Per il 2011 si sganciano le pensioni dall’inflazione e i prepensionamenti. Stima Risparmio: 1,5 milardi di euro.
  • Eliminato il sussidio nel 2011 per le mamme che non hanno un reddito pari al minimo in Spagna cioè che non lavorano o prendono meno di 600 euro. Stima risparmio: 1 miliardo di euro.
  • Taglio per i prodotti farmaceutici che ridurrà i guadagni netti di ogni farmacia di 1.500 euro al mese. Stima Risparmio: sconosciuta  ma sappiamo di certo che non supera i 2 miliardi di euro e che porterà alla chiusura o sciopero di molte farmacie. Soprattutto quelle in zone rurali.
  • Eliminata la retroattività nelle approvazioni della dipendenza. Burocrazia spagnola. Stima Risparmio: meno di mezzo miliardo di euro.
  • Taglio agli aiuti per l’aiuto Ufficiale allo Sviluppo di 600 milioni di euro nel 2010-2011.
  • 6 miliardi in meno di euro per gli investimenti pubblici.
  • Risparmio di oltre un miliardo di euro nelle spese assegnate alle Comunidades Autonomas: le regioni spagnole.
Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Se facciamo un rapido calcolo vedremo subito che la cifra di risparmio stimato non è molto alta se a confronto con i 750 miliardi che dovrebbero contribuire a salvare la Spagna. Tuttavia il Parlamento spagnolo (il partito socialista esclusivamente) ha applaudito queste magnifiche misure del presidente. Lui, rincuorato da questa dimostrazione di affetto del suo partito è tornato alla Moncloa (palazzo del Governo Spagnolo) senza chiamare il leader dell’opposizione neanche una sola volta e per prima cosa ha fissato un incontro per stamani con Comisiones Obreras e UGT. Per rincuorare anche loro e confortarsi a vicenda. Dal canto suo il leader dell’opposizione Mariano Rajoy –che rappresenta il 49% degli spagnoli– è rimasto a bocca aperta da questo nuovo Zapatero che ha preso così il “toro dalle corna”.  E il suo gesto di sorpresa è stato ancora più grande quando un economista della sua squadra gli ha girato un analisi della situazione che si riassume così:

  • La Spagna ha perso qualsiasi autorevolezza a livello economico in Europa. Adesso sarà il FMI, l’UE e soprattutto la Germania a dirci che cosa fare nei prossimi 5 anni.
  • Le misure di Zapatero non liberano il mercato del lavoro. Anzi, fanno stare peggio quelli che già stavano male: pensionati, vedove, il settore sanitario, le regioni più povere della Spagna che perdono gli aiuti, le imprese che perdono ogni sovvenzione per lo sviluppo e le famiglie con una basso reddito che perdono le sovvenzioni per la casa, per il primo bimbo e per i primi crediti.
  • La disoccupazione continuerà a crescere. Queste misure non mirano a frenarla e nemmeno a far ripartire l’economia. Perciò il gap previsto tra occupati e disoccupati sarà ancora più grande nel 2011.

Pensiamo che a questo punto Mariano Rajoy abbia avuto soltanto due scelte (questa informazione è ancora da confermare). La prima rimanere a bocca aperta tutta la notte al parlamento aspettando di svegliarsi da un terribile incubo di bandire rosse e Zapataros sorridenti. La seconda mandare immediatamente i suoi figli a cercare lavoro all’estero. Pensiamo che, come tutti gli spagnoli che possono permetterselo, il successore di Jose Maria Aznar abbia scelto la seconda.

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