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PIGS. Tutti i nostri post che parlano di: ‘PIGS’

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La debolezza dell’Euro e i PIIGS

Come è ben noto l’acronimo PIGS –maiali in inglese- è formato dai nomi dei paesi europei più deboli dal punto di vista finanziario: il Portogallo, l’Irlanda (originalmente l’Italia), la Grecia e la Spagna. Sotto ogni punto di vista è un termine poco amabile che usato – come succede spesso- dalla stampa anglosassone mira a denigrare queste quattro nazioni accusandole d’incapacità per controllare il loro deficit pubblico.

The PIGS. Source: BusinessWeek

The PIGS. Source: BusinessWeek

Il punto comune dei PIGS è appunto la fragilità delle loro economie sul campo della finanza pubblica. Anche se il caso recente del fallimento dell’economia greca, l’ancora più recente downgrade a AA- da parte di Fitch sul debito del Portogallo e gli indici di disoccupazione della Spagna e l’Irlanda con i loro crescenti deficit ci portano a pensare che questi 4 paesi siano sull’orlo del collasso esistono certe differenze da segnalare.

Il credito della Spagna è ancora considerato con AA, quello portoghese e irlandese AA- e soltanto la Grecia con una B; che non vuole dire esattamente “buono”, ma neanche “senza speranza”. Dal punto di vista della disoccupazione il Portogallo riscontra un 10,1%. Cioè la metà della Spagna e un deficit minore di quello ellenico ed irlandese.

I PIGS originali. Source: BusinessWeek

I PIGS originali. Source: The Big Picture

Tutti dati preocupanti ma comunque eterogenei. Per economisti come Paul Krugman si tratta di problemi strutturali relativi ad una integrazione monetaria non riuscita, per quelli europei di problemi puntuali e per l’euro – come valuta internazionale alla pari del dollaro- si tratta di una autostrada verso il basso.

Tuttavia, come abbiamo visto venerdì scorso, l’Europa non può permettersi di lasciar fallire uno dei suoi membri per quanto questi siano PIGS. I motori economici dell’Europa – Germania e Francia- hanno trovato il loro accordo e la Grecia sarà salvata. Ora la domanda che si pone il mercato è se questa situazione potrebbe ripetersi nelle altre economie periferiche dell’Unione. Un interrogante che finche aperto manterrà l’euro debole contro le altre valute internazionali.

Irlanda, una banca per gli asset tossici

L’Irlanda è pronta a creare una banca con asset tossici per il valore di 81 miliardi di euro. Creerà anche una nuova normativa per i requisiti di capitale delle banche. La “banca tossica” sarebbe –secondo gli esperti- un nuovo passo verso la nazionalizzazione del sistema bancario irlandese.

Toxic Asset. Pick:image.spreadshirt.com

Toxic Asset. Pick:image.spreadshirt.com

La banca riceverà il nome di Agenzia di Gestione degli attivi nazionali e potrebbe offrire sconti sugli asset tossici. Principalmente su quelli in mano ai maggiori gruppi immobiliari (17 miliardi). Questa misura avrà un impatto diretto sul futuro delle banche irlandesi che in futuro vedranno una normativa di regolamentazione del capitale più severa. I requisiti minimi di capitale saranno difficili da mantener –per molte banche nello stato attuale- senza l’aiuto del governo. Ecco perché si parla di nazzionalizare le banche.

La reazione della banche irlandesi è stata molto negativa durante la giornata in borsa si ieri: Al lied Irish Banks (-20%) e Bank of Ireland (10,4%). Rispettivamente lo stato controllerebbe il 70% ed il 40% delle due banche in futuro.

Lo Stato Irlandese mira a una “riforma del sistema dopo essersi liberati degli asset tossici” scrive il Financial Times. Le banche dovranno incrementare il Tier 1 sino al 7% e per tanto chiedere all’incirca 16 miliardi di capitale che –se fornito dal governo- diventerebbe un problema  serio per la finanza pubblica del paese. Il deficit dell’Irlanda crescerebbe in modo esponenziale confermandolo come la I più solida dell’acronimo PIIGS.

Il valore dell’euro dollaro

Le maggiori monete (euro e dollaro) non basano il loro valore su un capitale reale (quarant’anno fa era l’oro). Le banche centrali (Bce e Fed) gestiscono la base monetaria in modo arbitrario con l’obiettivo di mantenere l’inflazione contenuta. La facoltà di produrre (stampare) moneta non è dunque in mano a nessuno Stato, che – al contrario – deve emettere titoli di debito per ricevere in prestito moneta con interessi.

Dunque su cosa si regge la valuta? Le monete, così come i mercati, si reggono sulla fiducia. La fiducia reciproca dei consumatori e dei cittadini, sicuri che troveranno altrettante persone d’accordo sull’idea che una banconota ha un determinato valore (quello scritto sulla carta). Un recente articolo sul Wall Street Journal dimostra che il baratto sta diventando un metodo di pagamento sempre più diffuso. Siti web e comunità della rete, e addirittura società ben strutturate usano questo tipo di metodo di pagamento, in sostanza, uno scambio. Una diffusione capillare di un tale fenomeno sarebbe la distruzione ideale della moneta; così com’è intesa oggi.

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

La graduale, ma inesorabile, debolezza dell’euro nei confronti del dollaro è da imputare anche alla mancanza di fiducia nella politica. Le istituzioni non hanno agito in fretta: la lentezza nel coordinamento per un intervento a favore della Grecia ha evidenziato non solo il vero punto debole dell’Europa, e cioè un’unione politica mai riuscita, ma ha anche messo in dubbio i fondamentali della moneta unica. Chiedersi se sia possibile o meno uscire dall’euro, come ha fatto la Germania, è di per sé un valido motivo per dubitare della solidità dell’unione monetaria. Oggi, gli osservatori si chiedono addirittura se sia possibile creare un nucleo molto ristretto di paesi disposti a costruire “il vero euro”, più controllato, coordinato ed efficiente. Stiamo vivendo di nuovo il periodo nero del 2008, quando gli investitori avevano perso la fiducia nei mercati. Oggi quel che manca è la fiducia nella moneta, nei governi e nella capacità della politica di contenere il disagio sociale. Compito non facile in un momento come questo. Quel che è certo è che l’obiettivo – al momento – sembra fallito.

La borsa in Spagna: è arrivato il contagio post Grecia?

La redazione di Cambiodollaroeuro  e Financialred Canale Italia si sposta a Madrid per seguire la Borsa in Spagna. Il meeting di Bolsalia è un incontro nazionale iberico per investitori. L’Ibex apre una tre giorni (6,7 e 8 maggio) atipica per pubblicizare la aziende quotate e ricuperare la fiducia degli investitori dopo un possibile contagio post Grecia. Per sapere perché la Spagna ha bisogno di recuperare la fiducia dei risparmiatori leggi La crisi dell’Euro.

bolsallia

La crisi dell’Euro post Grecia

Dopo la riunione oggi a Bruxelles dei ministri di Finanza europei arriva la crisi dell’Euro post Grecia. E’ stato finalmente approvato il piano di salvataggio alla Grecia per 110 miliardi di euro. Dal canto suo Angela Merkel ha dichiarato di trovarsi disposta a lavorare per una approvazione del pacchetto di salvataggio anche nel parlamento tedesco. Un parlamento che secondo tutti gli analisti politici europei sarebbe ora molto suscettibile a qualsiasi pressione del cancelliere sulla questione greca e potrebbe far perdere al partito di Merkel la maggioranza nelle prossime elezioni dei lander.

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Jean Claude Juncker ha però garantito che i primi aiuti arriveranno prima del 19 maggio, data nella quale la Grecia avrebbe il fatale appuntamento con l’ammortamento del debito. Appuntamento che ha scatenato il caos nei mercati dovuto alle altissime probabilità di una sospensione dei pagamento da parte dello stato ellenico se non fosse intervenuto l’Eurogruppo e il FMI.

Molti analisti concordano sul fatto che dopo la Grecia il richio di contagio di altri paesi europei è altissimo e si avvicina una grande crisi per l’euro.

Bond ellenici, contagio scongiurato in Italia

I bond ellenici non contagiano l’Italia e cala la tensione sui mercati dopo l’ipotesi di un possibile contagio dalla Grecia agli altri paesi del Sud Europa. L’Italia in particolare registra il successo dell’asta dei Btp  e Cct, andati esauriti con un buon flusso di domande. L’emissione di ieri, malgrado l’Italia non sia stata colpita dal taglio del rating come Spagna e Portogallo e non abbia all’orizzonte simili decisioni da parte delle agenzie, rappresentava il primo test per i paesi ‘periferici’ dell’area euro i PIIGS.

Geroge Papaconstantinou

Euro, pericolo dalla Spagna: disoccupazione inaccetabile, interviene il FMI

“La Spagna è il paese che ha reagito peggio alla crisi dal punto di vista del mercato del lavoro”. Queste le parole che scrive il FMI di Strauss Kahn nel report sull’economia globale. Sono forti le critiche del Fondo Monetario Internazionale alla Spagna e questa volta si tratta proprio del punto debole dell’economia spagnola, il mercato del lavoro spagnolo presenta una disoccupazione di quasi il 20% e le statistiche di disoccupazione giovanile potrebbero arrivare oltre il 30%. Il FMI si direbbe pronto ad intervenire con proposte per il governo Zapatero. Un nuovo peridolo per l’euro che proviene dai soliti PIIGS.

Spagnoli alla ricerca di un lavoro nell'ufficio occupazione dello stato. Foto: www.gurusblog.com

Spagnoli alla ricerca di un lavoro nell'ufficio occupazione dello stato. Foto: www.gurusblog.com

Una tra tante sarebbe la riduzione dei costi dei licenziamenti, che in Spagna sono alle stelle grazie al debole del governo socialista per gli accordi con i sindacati. Il FMI punta il dito contro l’alto numero di concessioni del governo Zapatero alle associazioni sindacali per “proteggere chi ha un lavoro” ma che potrebbero condannare il 20% degli spagnoli a non trovarne uno in molto tempo.

L’organismo internazionale spiega che la Spagna gestisce male i contratti indeterminati (che non sono tanti ma bensì troppo cari da recidere) e i contratti determinati, che sono troppi, mal pagati e non danno la possibilità al lavoratore –soprattutto giovane- di inserirsi nel mercato del lavoro definitivamente.

La proposta del FMI

Il Fondo Monetario Internazionale propone alla Spagna –se non vuole, grazia alla disoccupazione, diventare il nuovo pericolo pubblico dell’eurozona dopo la Grecia – di eliminare l’abisso che separa le due modalità di contratto. Quelli indefiniti  ricevono compensi per licenziamento di uno stipendio pari a  33 a 45 giorni per anno lavorato mentre quelli temporali non ricevono nulla. “Proponiamo alla Spagna di  ridurre le norme di protezione dei lavoratori a contratto indeterminato e favorire quelli a contratto temporale”, scrive Ravi Balakrishnan, esperto del FMI.

Euro Dollaro: al via l’emissione di bond della Grecia in Stati Uniti

La Grecia ha deciso di attraversare l’oceano per cercare investitori che sollevino l’economia del paese con una vendita massiccia  di bond. Secondo il Financial Times la Grecia (anche se  uno dei PIGS) annuncia se stessa come “un mercato emergente sul quale investire dopo una vantaggiosa caduta della domanda di bond ellenici in Europa”.

Polemico Cartoon pubblicato in Slovacchia. Autore: Martin Sutovec, Slovakia

Polemico Cartoon pubblicato in Slovacchia. Autore: Martin Sutovec, Slovakia

Il governo greco è alla ricerca di 5-10 miliardi di dollari (non di euro attenzione) per coprire il credito che scade a marzo. Dal prossimo 20 aprile George Papaconstantinou inizierà un tour per avvicinare investitori.

La reazione del mercato è stata immediata. Le aziende greche –secondo il Daily Telegraph- stanno spostando forti quantità di capitale verso banche estere. Non c’è da sorprendersi se teniamo in conto che soltanto tra i mesi di gennaio e febbraio 2010 la Grecia ha visto sfuggire quasi 8 miliardi di euro in questo modo. Adesso le iniezioni di capitale però potrebbero essere in dollari e l’impatto sull’euro negativo.

Euro Dollaro, le stime per il 2010 non sono buone eppur si muove

L’effetto della crisi Greca inizia calare e il sentimento del mercato è di “controllo” anche se l’incertezza continua ad essere alta sulla sostenibilità di diversi paesi eurpopei (principalmente i PIIGS) . Questa zavorra appesantirà l’euro nel breve termine ma gli analisti concordano sul fatto che la moneta unica non calerà contro il dollaro in un modo così drastico come durante le scorese settimane. Da Nomura Securities International arrivano voci d’ottimismo; l’euro non cadrà di nuovo in modo grave visto che il peggio è passato e la moneta unica ha dimostrato la capacità di assorbire anche le situazioni più compromettenti”, dice un analista. Tuttavia la BCE non cambierà i tassi nel breve termine e l’euro potrebbe toccare l1,25 nel cross con il dollaro prima della fina del 2010. Gli investitori non sono contenti con la situazione dell’eurozona e i dati provenienti da paesi come l’Irlanda o la Spagna comprometteranno ulteriormente l’euro.

Pioggia di euro che costan poco. Foto: Getty Images

Pioggia di euro che costan poco. Foto: Getty Images

Banche Irlandesi, numeri rossi per 32 miliardi

Le banche irlandesi hanno dichiarato un deficit di capitale di oltre 32 miliardi di euro. Lo dichiarava ieri notte il ministro delle finanze del paese, aggiungendo che il governo sarà il responsabile del 75% della cifra. I 32 miliardi –quasi il 20% del Prodotto Interno Lordo dell’Eire- sono di gran lunga superiori alla cifra stimata dagli analisti; dopo che l’Agenzia di Gestione di Asset Nazionali (cioè la banca di asset tossici) comprasse 16 miliardi di mutui “spazzatura” con uno sconto del 47% il deficit (e non solo bancario) dell’Irlanda è infatti passato da alto ad astronomico.

Bank of Ireland. Foto:i.dailymail.co.uk

Bank of Ireland. Foto:i.dailymail.co.uk

Il ministro dell’Economia Irlandese parla di deficit bancario ma da questa manovra è il deficit della nazione che si trova in serio pericolo. Scrive il Financial Times che le principali banche dell’Irlanda potrebbero crollare del 40% Bank of Ireland e del 70% Al lied Irish Bank. Le quotazioni delle due banche sono infatti crollate. Intanto l’euro non sembra ricevere ancora l’impatto di questa notizia rimane stabile. Tuttavia la stabilità –anticipata già da lunedì- è basata su il break pasquale nel quale dati macro importanti  come l’indice di disoccupazione americano verrà pubblicato a borse chiuse.

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