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Politica Monetaria. Tutti i nostri post che parlano di: ‘Politica Monetaria’

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L’Euro dal 2010 in poi: Il futuro della moneta unica secondo The Economist

Il The Economist ha versato molto inchiostro questa settimana per spiegare ai suoi lettori quale sarà -secondo i loro editorialisti- il futuro della moneta unica dal 2010 in poi. Nell’articolo i giornalisti britannici parlano dei PIIGS come causa principale della volatilità dell’euro e anche di una probabile nuova crisi nell’eurozona nel medio termine. Tutto- spiega il settimanale- perché l’Eurotower ha deciso di salvare la Grecia con una iniezione di liquidità (da 30 milioni di euro con 15 milioni del FMI) invece di punire seriamente il paese – ovviamente lasciarlo andare in bancarotta significherebbe un colpo irreparabile per la moneta unica– e offrendogli il 5% di tasso d’interesse sul prestito. Una risposta, quella dei paesi europei, molto rischiosa visto che le probabilità che una crisi simile si ripeta in meno di tre anni, quando la Grecia dovrà ripagare il debito, è molto alta. Tuttavia se da oggi sino al 2013 l’economia ellenica riuscisse a capovolgere la situazione del debito nazionale e a crescere in modo sostenuto potrebbe ripagare interessi e superare la prova senza difficoltà. Situazione improbabile non solo per la Grecia ma anche per la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo.

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La debolezza dell’Euro e i PIIGS

Come è ben noto l’acronimo PIGS –maiali in inglese- è formato dai nomi dei paesi europei più deboli dal punto di vista finanziario: il Portogallo, l’Irlanda (originalmente l’Italia), la Grecia e la Spagna. Sotto ogni punto di vista è un termine poco amabile che usato – come succede spesso- dalla stampa anglosassone mira a denigrare queste quattro nazioni accusandole d’incapacità per controllare il loro deficit pubblico.

The PIGS. Source: BusinessWeek

The PIGS. Source: BusinessWeek

Il punto comune dei PIGS è appunto la fragilità delle loro economie sul campo della finanza pubblica. Anche se il caso recente del fallimento dell’economia greca, l’ancora più recente downgrade a AA- da parte di Fitch sul debito del Portogallo e gli indici di disoccupazione della Spagna e l’Irlanda con i loro crescenti deficit ci portano a pensare che questi 4 paesi siano sull’orlo del collasso esistono certe differenze da segnalare.

Il credito della Spagna è ancora considerato con AA, quello portoghese e irlandese AA- e soltanto la Grecia con una B; che non vuole dire esattamente “buono”, ma neanche “senza speranza”. Dal punto di vista della disoccupazione il Portogallo riscontra un 10,1%. Cioè la metà della Spagna e un deficit minore di quello ellenico ed irlandese.

I PIGS originali. Source: BusinessWeek

I PIGS originali. Source: The Big Picture

Tutti dati preocupanti ma comunque eterogenei. Per economisti come Paul Krugman si tratta di problemi strutturali relativi ad una integrazione monetaria non riuscita, per quelli europei di problemi puntuali e per l’euro – come valuta internazionale alla pari del dollaro- si tratta di una autostrada verso il basso.

Tuttavia, come abbiamo visto venerdì scorso, l’Europa non può permettersi di lasciar fallire uno dei suoi membri per quanto questi siano PIGS. I motori economici dell’Europa – Germania e Francia- hanno trovato il loro accordo e la Grecia sarà salvata. Ora la domanda che si pone il mercato è se questa situazione potrebbe ripetersi nelle altre economie periferiche dell’Unione. Un interrogante che finche aperto manterrà l’euro debole contro le altre valute internazionali.

Cambio Rublo Euro 2009

Da inizio del 2009 il Rublo – la moneta della federazione russa- ha subito importanti perdite. In que periodo per l’auppunto la valuta russa toccava fondo dopo minimi da tre anni e una svalutazione del 20%.

Tuttavia da pochi mesi il Rublo sembra attirare di nuovo l’attenzione degli investitori. A Dicembre 2009 la valuta toccava un tetto Massimo in 9 mesi. Un esempio chiaro di valuta emergente legata innanzitutto alla recupero dell’economia russa che inizierà un 2010 con  una progressiva uscita dalla forte crisi del 2009.

Anche la politica monetaria russa sembra sostenere un rublo più forte e diverse volte le sfere del Kremlino hanno pubblicamente espresso il loro scontento verso un dollaro eccessivamente apprezzato rispetto alla valuta russa.

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Dollaro forte: “Un anno di sorprese”

“Il dollaro ci sorprenderà sicuramente quest’ anno. La sorpresa sarà sicuramente un rinforzo verso l’alto en non verso il basso. Perciò non vedo molte possibilità per le attività basate sulle materie prime come l’oro”. Parola d’analista. L’esperto Edward Meir, analista della MF Global Ltd, rispondeva così alle domande della Bloomberg TV.

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G20 Corea del Sud

Questa settimana, come potrebbe essere altrimenti, abbiamo visto il movimento nei mercati finanziari internazionali. Lo scambio come il resto delle attività rischiose hanno avuto una settimana molto volatile, ma l’equilibrio è stato piatto. Era prevedibile che la cautela ha prevalso in attesa della riunione del G-20 in Corea del sud. I ministri delle Finanze delle venti maggiori economie del mondo, con i governatori delle banche centrali in questi paesi si riuniranno per questo fine settimana per discutere dell’economia globale e le misure adottate per superare la crisi .

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La guerra delle valute

I movimenti sui mercati valutari hanno dominato l’agenda per la discussione sulla guerra di valute nel summit del Fondo monetario internazionale e Banca mondiale che si è svolto durante questo fine settimana a Washington. Nella riunione dei ministri delle finanze dei paesi appartenenti a queste istituzioni hanno discusso il modo migliore per porre fine alla guerra di valute. Nelle ultime settimane una serie di problemi hanno richiamato l’attenzione internazionale sul mercato FOREX, soprattutto dopo l’intervento del Giappone per impedire l’apprezzamento dello yen e nuovi controlli sul conto capitale in Brasile. Questo a sua volta ha riaperto il dibattito sulla controversa politica della Cina sullo Yuan. Questo sembra essere stato uno dei punti dove c’è stata più discussione. Timothy Geithner, segretario al Tesoro U. S., ha chiesto al Fondo monetario internazionale (FMI) di rafforzare la sua sorveglianza delle politiche di cambio e le pratiche di costituzione di riserve “per prevenire tensioni tra i tassi di cambio che complicano ripresa economica ora. Da parte sua, Zhou Xiaochuan, governatore della Banca centrale della Cina, ha detto alla riunione del FMI: “La continuità dei tassi di interesse estremamente bassi e le politiche monetarie non convenzionali da parte degli emittenti principali hanno creato grandi sfide emergenti in sede di attuazione della politica monetaria”.

Valore dello Yuan in crescita

Valore dello Yuan in crescita

Il dollaro prima della Fed

Il dollaro resta debole nel cambio euro in attesa di una decisione da parte della Federal Reserve di domani. Si è sentito dire dagli esperti che la Fed potrebbe portare a termine nuove misure quantitative o di “quantitative easing” per iniettare maggiore liquidità nel sistema, contribuendo così al recupero dell’economia dopo un lungo periodo di tassi ai limiti dell’inesistenza. Politica economica arrivata agli sgoccioli che avrà probabilmente bisogno di una rinnovo con interventi da parte dello stato. Il mercato si divide in quanto a pareri sulla possibilità di una misura di questo genere da parte della Fed. Alcuni credono che non succederà nulla e che la misura porta soltanto ad un nuovo periodo di austerità nel futuro, per tanto la Fed non interverrà, altri invece pensando che la FED sia alle porte di una nuova serie di misure straordinarie per rilanciare l’economia che da alcuni viene già chiamata ironicamente QE 2.0.

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Tasso interesse UK

Le minute dell’ultima riunione della Bank of England (BoE): Il voto è stato 8-1 a favore del mantenimento dei tassi ancorati (vedi tassi europei) al 0,50% lasciando invariato il programma di acquisto di asset. La votazione precedente è stata 7-1 nella stessa direzione. In questa occasione, come previsto, il dissenso era solo quello di Andrew Sentance che vorrebbe aumentare i tassi di 25 punti base. A suo parere è il momento di eliminare gradualmente il grande stimolo monetario che sta usando l’economia britannica nel corso degli ultimi due anni.

La BoE ha accolto con favore i dati del trimestre dove il PIL UK (vedi pil europeo) è cresciuto dopo una seconda lettura superando il previsto trimestrale del 1,1%. Secondo il loro parere, i progressi nel settore delle costruzioni dopo un inverno rigido sono in gran parte responsabili di questo aumento con il miglioramento in settori chiave come i servizi e l’industria.

L’inflazione nel Regno Unito (vedi inflazione europea) a giugno era al 3,2%, benché sotto il 3,7% di aprile, resta ancora lontano dall’obiettivo del 2%. 50 mesi consecutivi, hanno già superato questo livello. Sono preoccupanti, in particolare, i dati dell’aumento dell’IVA al 20% nel 2011 che potrebbe portare a un cambiamento delle aspettative di inflazione.

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BCE, banca centrale europea

La Banca centrale europea è il successore di fatto dell’Istituto monetario europeo (IME). L’IME è stato istituito all’inizio della seconda fase dell’Unione economica dell’Unione europea e monetaria (UEM) per gestire i problemi di transizione degli stati che adottavano l’euro e prepararsi per la creazione della BCE e del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). La stessa EMI ha sostituito il precedente fondo europeo di cooperazione monetaria (Fondo FECOM). La BCE ha formalmente sostituito la EMI il 1 ° giugno 1998, anno un cui è in forza il trattato sull’Unione europea (TUE, Trattato di Maastricht), tuttavia non ha esercitato i suoi pieni poteri fino all’introduzione dell’euro il 1 gennaio 1999, segnando la terza fase dell’UEM. La banca è stata l’istituzione finale necessaria per l’UEM, come indicato dalle relazioni UEM di Pierre Werner e il presidente francese Jacques Delors. È stata istituita il 1 ° giugno 1998.

BCE Francfort

Il primo presidente della Banca è stato Wim Duisenberg, ex presidente della banca centrale dei Paesi Bassi e l’Istituto monetario europeo. Mentre Duisenberg era stato il capo della EMI (prendendo il posto di Alexandre Lamfalussy del Belgio) appena prima che la BCE avesse esistenza, il governo francese ha voluto Jean-Claude Trichet, ex capo della banca centrale francese, per essere il primo presidente della BCE. I francesi hanno sostenuto che, poiché le sedi BCE devono essere ubicate in Germania, il suo presidente deve essere il francese. Questo ha ricevuto la forte opposizione dai governi tedesco, i governi olandese e belga che hanno visto in Duisenberg come garante di un euro forte. Le tensioni sono state abbattute da un “gentleman’s agreement” in cui Duisenberg sarebbe forzato a dimettersi prima della fine del suo mandato, per essere sostituito da Trichet , un evento che si è verificato nel novembre 2003.

Trichet: abbiamo sbagliato

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, ha detto in un articolo pubblicato oggi sul Financial Times che torna fondamentale tagliare la spesa pubblica e aumentare le tasse nelle economie dei paesi industrializzati a causa della crescente evidenza di ripresa economica.

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Ha aggiunto che se le autorità vogliono prolungare lo stimolo sbagliano, perchè tagliare i tassi di finanziamento avrebbe effetti molto limitati sulla crescita e mantenerli un forte impatto negativo nel lungo termine. “Con il senno di poi, vediamo quanto sfortunato è stato il messaggio semplicistico di stimolo fiscale concesso a tutte le economie industriali, con il tema: per stimolare, attivare, spendere», Trichet ha scritto.

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