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BCE, banca centrale europea

La Banca centrale europea è il successore di fatto dell’Istituto monetario europeo (IME). L’IME è stato istituito all’inizio della seconda fase dell’Unione economica dell’Unione europea e monetaria (UEM) per gestire i problemi di transizione degli stati che adottavano l’euro e prepararsi per la creazione della BCE e del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). La stessa EMI ha sostituito il precedente fondo europeo di cooperazione monetaria (Fondo FECOM). La BCE ha formalmente sostituito la EMI il 1 ° giugno 1998, anno un cui è in forza il trattato sull’Unione europea (TUE, Trattato di Maastricht), tuttavia non ha esercitato i suoi pieni poteri fino all’introduzione dell’euro il 1 gennaio 1999, segnando la terza fase dell’UEM. La banca è stata l’istituzione finale necessaria per l’UEM, come indicato dalle relazioni UEM di Pierre Werner e il presidente francese Jacques Delors. È stata istituita il 1 ° giugno 1998.

BCE Francfort

Il primo presidente della Banca è stato Wim Duisenberg, ex presidente della banca centrale dei Paesi Bassi e l’Istituto monetario europeo. Mentre Duisenberg era stato il capo della EMI (prendendo il posto di Alexandre Lamfalussy del Belgio) appena prima che la BCE avesse esistenza, il governo francese ha voluto Jean-Claude Trichet, ex capo della banca centrale francese, per essere il primo presidente della BCE. I francesi hanno sostenuto che, poiché le sedi BCE devono essere ubicate in Germania, il suo presidente deve essere il francese. Questo ha ricevuto la forte opposizione dai governi tedesco, i governi olandese e belga che hanno visto in Duisenberg come garante di un euro forte. Le tensioni sono state abbattute da un “gentleman’s agreement” in cui Duisenberg sarebbe forzato a dimettersi prima della fine del suo mandato, per essere sostituito da Trichet , un evento che si è verificato nel novembre 2003.

Trichet: abbiamo sbagliato

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, ha detto in un articolo pubblicato oggi sul Financial Times che torna fondamentale tagliare la spesa pubblica e aumentare le tasse nelle economie dei paesi industrializzati a causa della crescente evidenza di ripresa economica.

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Ha aggiunto che se le autorità vogliono prolungare lo stimolo sbagliano, perchè tagliare i tassi di finanziamento avrebbe effetti molto limitati sulla crescita e mantenerli un forte impatto negativo nel lungo termine. “Con il senno di poi, vediamo quanto sfortunato è stato il messaggio semplicistico di stimolo fiscale concesso a tutte le economie industriali, con il tema: per stimolare, attivare, spendere», Trichet ha scritto.

Finanziaria: il caso della Spagna

Il governo di Zapatero ha fatto il primo passo per migliorare il futuro dell’economia spagnola. Non sapremo mai quanto sarebbe migliorata la situazione per il paese iberico nel 2010 se questo governo -fortemente legato a misure sociali e sempre sotto la pressione d’accordi sindacali che bloccano la mobilità del mercato del lavoro– avesse cambiato strategia quando gli esperti internazionali gli puntavano il dito contro già nel 2009 e a inizio 2010. Ricorderete bene la prima pagina del FT a gennaio con un inchiesta speciale sulla Spagna. Insostenibile diceva, credo, la copertina. Il governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero però non ha voluto crederci, pensando che quelli del FT l’avessero presa con la Spagna come fanno sempre, per puro divertimento giornalistico.

No c’è da biasimarlo, la stampa britannica ha infatti come sport nazionale il “lancio di escremento contro Spagna, Italia, Gecia e Portogallo”. Uno sport affascinante e a volte un poco sporco ma che nasconde sempre un fondo di verità. Tuttavia la Spagna ha chiusi gli occhi e ha inflitto ai suoi cittadini l’impossibilità di trovare un posto di lavoro. Soprattutto ai giovani. Zapatero ha subito escluso la possibilità di ritirare le protezioni per i lavoratori occupati –per non disturbare il placito letargo in cui è riuscito a far sprofondare i principali sindacati spagnoli: Comisiones Obreras e Unión General de Trabajadores- è ha condannato il paese ad essere la nuova Grecia ma con una sottile differenza. 5 milioni di disoccupati. Qualcuno si è già allarmato con questo dato. Per esempio Barack Obama e Hu Hintao. Che ieri hanno chiamato personalmente Zapatero per chiedergli di frenare la corsa suicida della Spagna verso un disastro nazionale che ormai l’Europa non sarebbe più in grado di sopportare. Non sappiamo a che ora abbiano chiamato il presidente Zapatero ma tenendo conto del fuso orario pensiamo proprio che durante queste telefonate uno dei tre interlocutori non dormiva da un pò. Probabilmente Zapatero.

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Infatti non è proprio momento di dormire. Un piano per salvare la Spagna e il Portogallo costerebbe 750 miliardi di euro e secondo le ultime indiscrezioni pare proprio che Angela Markel non dispone di questa cifra. Non che non voglia staccare l’assegno, certo, ma stà di fatto che le banche tedesche sono già indebitate come un giocatore di poker giapponese a Las Vegas. Non hanno più carte in mano.

La giocata vincente è arrivata invece da un sorprendente Zapatero. Lui, l’uomo che in sette anni di governo è riuscito soltanto a portare a termine una unica e non facile legge utile alla democrazia spagnola (il matrimonio per gli omosessuali) ha deciso ieri di lanciarsi in avanti e sfidare l’Europa con uno spavaldo atteggiamento davanti al suo stesso parlamento che ha assistito ieri basito alle proposte del presidente per tagliare la spesa pubblica:

  • Riduzione dello stipendio del personale del settore pubblico del 5% nel 2010 e sospensione totale nel 2011. Riduzione del 15% nello stipendio dei membri del governo. Stima risparmio: 3 miliardi di euro
  • Per il 2011 si sganciano le pensioni dall’inflazione e i prepensionamenti. Stima Risparmio: 1,5 milardi di euro.
  • Eliminato il sussidio nel 2011 per le mamme che non hanno un reddito pari al minimo in Spagna cioè che non lavorano o prendono meno di 600 euro. Stima risparmio: 1 miliardo di euro.
  • Taglio per i prodotti farmaceutici che ridurrà i guadagni netti di ogni farmacia di 1.500 euro al mese. Stima Risparmio: sconosciuta  ma sappiamo di certo che non supera i 2 miliardi di euro e che porterà alla chiusura o sciopero di molte farmacie. Soprattutto quelle in zone rurali.
  • Eliminata la retroattività nelle approvazioni della dipendenza. Burocrazia spagnola. Stima Risparmio: meno di mezzo miliardo di euro.
  • Taglio agli aiuti per l’aiuto Ufficiale allo Sviluppo di 600 milioni di euro nel 2010-2011.
  • 6 miliardi in meno di euro per gli investimenti pubblici.
  • Risparmio di oltre un miliardo di euro nelle spese assegnate alle Comunidades Autonomas: le regioni spagnole.
Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Se facciamo un rapido calcolo vedremo subito che la cifra di risparmio stimato non è molto alta se a confronto con i 750 miliardi che dovrebbero contribuire a salvare la Spagna. Tuttavia il Parlamento spagnolo (il partito socialista esclusivamente) ha applaudito queste magnifiche misure del presidente. Lui, rincuorato da questa dimostrazione di affetto del suo partito è tornato alla Moncloa (palazzo del Governo Spagnolo) senza chiamare il leader dell’opposizione neanche una sola volta e per prima cosa ha fissato un incontro per stamani con Comisiones Obreras e UGT. Per rincuorare anche loro e confortarsi a vicenda. Dal canto suo il leader dell’opposizione Mariano Rajoy –che rappresenta il 49% degli spagnoli– è rimasto a bocca aperta da questo nuovo Zapatero che ha preso così il “toro dalle corna”.  E il suo gesto di sorpresa è stato ancora più grande quando un economista della sua squadra gli ha girato un analisi della situazione che si riassume così:

  • La Spagna ha perso qualsiasi autorevolezza a livello economico in Europa. Adesso sarà il FMI, l’UE e soprattutto la Germania a dirci che cosa fare nei prossimi 5 anni.
  • Le misure di Zapatero non liberano il mercato del lavoro. Anzi, fanno stare peggio quelli che già stavano male: pensionati, vedove, il settore sanitario, le regioni più povere della Spagna che perdono gli aiuti, le imprese che perdono ogni sovvenzione per lo sviluppo e le famiglie con una basso reddito che perdono le sovvenzioni per la casa, per il primo bimbo e per i primi crediti.
  • La disoccupazione continuerà a crescere. Queste misure non mirano a frenarla e nemmeno a far ripartire l’economia. Perciò il gap previsto tra occupati e disoccupati sarà ancora più grande nel 2011.

Pensiamo che a questo punto Mariano Rajoy abbia avuto soltanto due scelte (questa informazione è ancora da confermare). La prima rimanere a bocca aperta tutta la notte al parlamento aspettando di svegliarsi da un terribile incubo di bandire rosse e Zapataros sorridenti. La seconda mandare immediatamente i suoi figli a cercare lavoro all’estero. Pensiamo che, come tutti gli spagnoli che possono permetterselo, il successore di Jose Maria Aznar abbia scelto la seconda.

Il valore dell’euro dollaro

Le maggiori monete (euro e dollaro) non basano il loro valore su un capitale reale (quarant’anno fa era l’oro). Le banche centrali (Bce e Fed) gestiscono la base monetaria in modo arbitrario con l’obiettivo di mantenere l’inflazione contenuta. La facoltà di produrre (stampare) moneta non è dunque in mano a nessuno Stato, che – al contrario – deve emettere titoli di debito per ricevere in prestito moneta con interessi.

Dunque su cosa si regge la valuta? Le monete, così come i mercati, si reggono sulla fiducia. La fiducia reciproca dei consumatori e dei cittadini, sicuri che troveranno altrettante persone d’accordo sull’idea che una banconota ha un determinato valore (quello scritto sulla carta). Un recente articolo sul Wall Street Journal dimostra che il baratto sta diventando un metodo di pagamento sempre più diffuso. Siti web e comunità della rete, e addirittura società ben strutturate usano questo tipo di metodo di pagamento, in sostanza, uno scambio. Una diffusione capillare di un tale fenomeno sarebbe la distruzione ideale della moneta; così com’è intesa oggi.

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

La graduale, ma inesorabile, debolezza dell’euro nei confronti del dollaro è da imputare anche alla mancanza di fiducia nella politica. Le istituzioni non hanno agito in fretta: la lentezza nel coordinamento per un intervento a favore della Grecia ha evidenziato non solo il vero punto debole dell’Europa, e cioè un’unione politica mai riuscita, ma ha anche messo in dubbio i fondamentali della moneta unica. Chiedersi se sia possibile o meno uscire dall’euro, come ha fatto la Germania, è di per sé un valido motivo per dubitare della solidità dell’unione monetaria. Oggi, gli osservatori si chiedono addirittura se sia possibile creare un nucleo molto ristretto di paesi disposti a costruire “il vero euro”, più controllato, coordinato ed efficiente. Stiamo vivendo di nuovo il periodo nero del 2008, quando gli investitori avevano perso la fiducia nei mercati. Oggi quel che manca è la fiducia nella moneta, nei governi e nella capacità della politica di contenere il disagio sociale. Compito non facile in un momento come questo. Quel che è certo è che l’obiettivo – al momento – sembra fallito.

La tragedia greca continua…male per l’Euro

Stavolta non si tratta di Antigona, e la tragedia greca non la scrive Sofocle. I versi del copione sono ormai conosciuti da tutti gli interessati al mondo delle valute – sopratutto da quelli che hanno in mano investimenti in euro-  e tornano di moda ogni mattina nei mercati Forex. Oggi si tratta dei dubbi suscitati dalla Germania sulla sostenibilità del piano di salvataggio e, anche se la Merkel ha confermato che un uscita della Grecia dalla Zona Euro non è un opzione, crescono i dubbi sulla posizione del sempre più confusionale governo tedesco rispetto al futuro dell’euro.

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Il ministro all’economia tedesco Wolfgang Schauble parlava di “un piano sostenibile soltanto se la Grecia avrà la capacità di aggiustare il deficit in modo severo” e altri economisti del paese hanno persino dichiarato una crociata personale contro la Grecia e la moneta unica. Con tanto di  ulteriore drammaticità. Tuttavia ieri la Merkel compariva davanti alle telecamere e riprendeva il controllo della situazione. Un pò come Antigona, ma senza l’inquietante finale, Angela ha ristabilito l’ordine dicendo: “la Germania è pronta a pagare il contributo per gli aiuti alla Grecia” perchè, dice la nostra nuova eroina, “la Germania appoggia l’Euro”.

Cambio euro dollaro. Il tasso Bce invariato lascerà un Euro debole sino a fine anno

Il mercato se l’aspettava. La Banca Centrale Europea non delude il consenso e lascia ancorati i tassi d’interesse al 1%. Il minimo storico. La riunione per la politica monetaria tenutasi, come di consueto, all’Eurotower di Francoforte non sorprende e l’effetto sulla moneta unica nel cross con il dollaro è scarsissimo: una lieve risalita oltre l’1,334 dopo una giornata di costante flessione. Nel mercato Forex le decisioni sui tassi europeo ormai non sono più notizia (non è così invece per quelli asiatici).

Trichet scruta una biro in cerca di risposte. Foto: www.fxodyssey.net

Trichet scruta una biro in cerca di risposte. Foto: www.fxodyssey.net

La conferenza di Trichet

Il presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet ha tenuto una conferenza dopo la presentazione dei tassi concentrando tutti i riflettori e attirando l’attenzione di mercati e media. I temi di cui ha parlato: i problemi fiscali della Grecia e la decisione formale di prorogare a oltre la fine del 2010 i criteri morbidi sui rating dei titoli di stato che accetta a garanzia per concedere alle banche i suoi prestiti di rifinanziamento. Una misura che indirettamente andrà a tutto favore della Grecia, i cui bond potranno così continuare ad essere utilizzati come “collaterali”, questo il termine tecnico.

Analisi Tecnica Euro Dollaro

Tornando all’euro dollaro l’analisi tecnica odierna presenta complicazioni dovute soprattutto ai temi di questa ultima conferenza stampa che ai tassi d’interesse. Trichet ha detto che a un default della Grecia non se ne pensa. Ma il sentimento del mercato non lo vede allo stesso modo visto che a rischio default non c’è soltanto la Grecia ma anche i paesi periferici della zona euro e i famosissimi PIGS.

La grafica che vediamo qui sotto indica che l’euro ha fatto molta fatica a salire oltre l’1,3400 dollari ed è proprio in questa resistenza dove passa il 61% del rintracciamento di Fibonacci dai minimi di ottobre del 2008 (1,2330) sino ai massimi di novembre 2009 (1,5145). Oggi invece il minimo della seduta è stato di 1,3303. Cosa vuol dire? Che a questo punto o si scende o si cade. Sotto 1,3303 i supporti sono 1,3297 prima di sfondare in una decisa caduta libera il minimo annuo di 1,3268.

Analisi Tecnica Euro Dollaro. Fonte; Bolsamania.com

Analisi Tecnica Euro Dollaro. Fonte; Bolsamania.com

Per concludere vediamo che l’economia della Zona Euro ha un ritmo di recupero lento rispetto a quello degli Stati Uniti; e anche se la Fed alzerà i tassi prima della fine del 2010 –difficilmente lo farà- la BCE non è pronta a farlo perché le conseguenze della crisi sono ancora forti e le economie europee troppo fragili. L’euro rimarrà dunque moneta debole con trend ribassista nel cross con il dollaro ancora per un lungo periodo. È la legge della moneta o forte contro la moneta debole.

Tassi d’interesse invariati? BCE e BoE in riunione Politica Monetaria

Sono veramente poche le aspettative dei trader, del mercato di Forex, sulle riunioni odierne della Boe e della BCE. I tassi d’interesse rimarranno stabili ed ancorati. A Londra allo 0,5% senza novità. All’Eurotower invece le novità ci saranno ma niente a che vedere con i tassi- che sicuramente resteranno al minimo storico dell’1%– ma con i commenti relativi alla situazione della Grecia. Trichet dovrebbe parlare del debito greco prima della fine della giornata. Leggi il nostro riassunto dell’ultimo discorso di Trichet.

Nessun cambiamento in vista.

Nessun cambiamento in vista.

Sull’altra sponda dell’oceano, il Presidente della FED, Ben Bernanke, è intervenuto ieri sulla questione dell’economia, ammettendo che non siamo ancora completamente fuori dai guai e sottolineando che l’economia americana è ancora ben al di sotto del suo potenziale.

Euro e Sterlina, i Tassi della Bce e BoE non romperanno la stabilità delle valute europee

Oggi i principali cross sul mercato Forex continuano a muoversi senza una direzione specifica mantenendo alta la volatilità. Il trend si manterrà per tutta la giornata e i dati macro, anche se di importantissimo livello come le riunioni della BCE (Banca Centrale Europea) e la BoE (Bank of England) per decidere i tassi d’interesse, non avranno grande impatto sul mercato. Vediamo lo stato di salute dell’Euro e della Sterlina:

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Euro: il cross Euro Dollaro continua a sprofondare e arriva all’1,33 e 1,3267 come prossimi obiettivi. La conferenza stampa di Trichet sono sarà motore di movimento per il cross visto che il presidente della BCE non parlerà dell’Euro ma de la misure di garanzia.

Sterlina: il Cable si dimostra incapace di flettere sotto quota 1,5130 anche se i PMI dei servizi di ieri sono andati peggio delle attese e l’asta di Gilt con scadenza a 5 anni sono fattori di fiducia per quelli che decideranno di comprare oggi. Infatti il Cable potrebbe rompere l’1,5325 grazie ai dati della produzione industriale spingendo anche sul cross Euro-Sterlina.

L’euro cade dopo il rating negativo al Portogallo

L’euro ha perso oggi contro il dollaro il supporto 1,3435. I trader si aspettavano una settimana tranquilla sui mercati europei sino a domani – quando l’Unione Europea deciderà una soluzione congiunta per l’economia ellenica- ma Fitch ha cambiato la situazione abbassando il rating del Portogallo da doppia A (AA) a AA-, e il dollaro continua a salire.

L’euro è caduto in picchiata…

L'ex ministro dell'Economia e le Finanze del Portogallo Manuel Pinho. Foto: elpais.com

L'ex ministro dell'Economia e le Finanze del Portogallo Manuel Pinho. Foto: elpais.com

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Bini Smaghi: ristabilire la fiducia del mercato nel sistema finanziario.

Anche se la ripresa dalla crisi è ancora una parola con la quale bisogna“essere cauti” torna fondamentale ristabilire la fiducia del mercato nel sistema finanziario. Ed è per questo che le nuove misure di regolamentazione della finanza devono essere innanzi tutto “credibili”. Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi durante il convegno “verso una nuova regolamentazione della finanza” a Milano.

Lorenzo Bini Smaghi

Lorenzo Bini Smaghi

La redazione di cambiodollaroeuro.com ha partecipato al convegno dove Bini Smaghi – come membro del consiglio esecutivo della Banca Centrale Europea– ha spiegato le condizioni fondamentali per fare uscire i paesi europei dalla crisi. Una fra tante: riforme strutturali profonde a lungo termine e la necessità di rinunciare al più presto agli stimoli monetari e fiscali che –se sempre secondo Smaghi- non basteranno.

L’aspetto strutturale della crisi “richiede molto più tempo per essere assorbito, in un contesto in cui la concorrenza internazionale è aumentata. L’Asia tira”, ha aggiunto. Le riforme della finanza devono essere per tanto basate sul lungo termine e costruite per essere credibili.

Credibilità ed inflazione

Per Bini Smaghi la BCE questa credibilità se l’è guadgnata. L’impegno della banca centrale resta quello di continuare ad assicurare la stabilità dei prezzi, difendendo quella credibilità che l’istituto centrale si è guadagnato negli anni passati, “non esitando a fare quanto necessario per la stabilità dei prezzi” ha detto Smaghi.

Per quanto riguarda l’inflazione Smaghi prevede una exit strategy, al meno in Europa, senza eccessi nell’incremento dei prezzi. “Se i Tesori europei oggi si indebitano al 3 o al 4% significa che c’è certezza che non ci sarà inflazione all’uscita dalla crisi. La credibilità di un impegno anti-inflazionistico è fondamentale, non dobbiamo creare aspetattive che questo cambierà”, ha affermato Bini Smaghi.

Il sistema bancario

“Il problema che ci poniamo come autorità di politica monetaria per i prossimi 6-12-18 mesi è che il sistema bancario sia in grado di assicurare la domanda di credito quando si riprenderà”, ha spiegato Smaghi. “Per fare questo le banche devono avere bilanci risanati e accesso al mercato”, ha aggiunto.

Per concludere Smaghi ha parlato anche delle remunerazioni dei manager e degli azionisti. “Non devono essere il centro dell’attenzione per le banche. Queste devono concentrarsi nel risanare i bilanci e allontanare il rischio”.

Informazioni sul dollaro e l'euro. La pagina di Forex per entrare nel mondo delle valute.

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