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Euro? Dollaro? E se invece fosse il turno dello Yuan?

In questi giorni abbiamo visto nei mercati di valute una fiducia crescente degli analisti di Forex  rispetto alla posizione rinforzata del Dollaro. Il biglietto verde potrebbe iniziare presto la sua strada verso un recupero definitivo del suo valore, e segnare la fine della politica di devalutazione consolidata durante la crisi economica.

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Quelli di questi giorni sono, intendiamoci,  movimenti legati principalmente alla debolezza delle valute come l’Euro e la Sterlina e l’ambiguità anemica dello Yen. Tuttavia chissà.  La Fed potrebbe non decidere tenere stretti ancora per molto i tassi d’interesse e voler frenare un minimo il torrente di dollari scambiati su i mercati valutari durante questi anni a prezzi irrisori. Lo farebbe? E se lo facesse la Cina – che dal canto suo di dollari che valgono troppo poco ne ha sin troppi- troverebbe il coraggio di dare al suo Renmimbi (o Yuan) l’identità che si merita la valuta del nuovo colosso economico mondiale?

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Un venerdì da forex: Ali ai piedi del Dollaro e lo Yuan durante la riunione del G20 a Whashington

Questa mattina il mercato si è svegliato con voglia di Yuan e Dollari grazie principalmente al germogliare di una avversione al rischio anticipata a inizio settimana. Lunedì, le borse assorbivano il colpo della polemica su Goldman Sachs e l’ennesima puntata della saga greca con pericolose volatilità che non hanno affatto beneficiato l’euro, la sterlina o le commodity currencies. Mentre i leader mondiali sono riuniti a Washington al vertice del G-20 (che finisce oggi) restiamo in attesa di uno degli appuntamenti più importanti della settimana e probabilmente del trimestre: la riunione primaverile del Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

Lo Zio Sam Sveglia il drago. Cartoon: Bill Maul per The Economist

Lo Zio Sam Sveglia il drago. Cartoon: Bill Mauldin per The Economist

Perché lo Yuan si e l’Euro no?

Soprattutto perché alla riunione del G20 lo Yuan sarà protagonista e l’Euro no. Perché questa volta Obama gioca in casa e con la presenza di tutti i banchieri centrali più importanti al mondo non si lascerà scappare di certo l’occasione di “svegliare il drago”. Una metafora, quella del drago che dorme, che non si addice, ormai, all’espansione dell’economia cinese che una volta era sotto stretto controllo o “addormentata”, visto che dietro la gran muraglia si nasconde un capitalismo forte e con bisogno di crescita.   Tuttavia gli americani vedono ancora la parabola come valida. Vogliono dare uno scossone al governo cinese per fare in modo che la rivalutazione dello Yuan sia effettiva entro la fine del 2010. Non sono state poche le pressioni della casa bianca sul governo cinese in questo senso.

Sulla falsariga degli interessi americani troviamo anche i banchieri centrali d’altri BRICS (principalmente India e Brasile) che hanno firmato un documento chiedendo alla Cina di “eliminare immediatamente la manipolazione monetaria dalla loro politica economica”. Henrique Meirelles, banca centrale del Brasile, ha dichiarato: “l’equilibrio dell’economia mondiale dipende da fattori critici come la rivalutazione della moneta cinese”.

Cambio Yuan

La Cina potrebbe essere protagonista della settimana. Lo Yuan inizia a rafforzarsi con i dati di crescita dell’economia cinese (Pil del primo trimestre 2010 11,9% contro le stime del 11,4%). Vendite al dettaglio e produzione industriale crescono di nuovo. Tuttavia i le statistiche dei prezzi cinesi preoccupano il mercato. Perché? I prezzi al consumo cinesi che crescono in modo sostenuto –con un’inflazione che il le autorità economiche cinesi cercano di controllare- preoccupano perché nel settore immobiliare inizia a gonfiarsi una bolla di speculazione che ha fatto intervenire governo e banca centrale. D’ora in poi la compera di una seconda casa costerà –oltre al prezzo convenzionale- il 50% del suo valore in deposito e i prezzi dei mutui salgono. Il remimbi o Yuan potrebbe rafforzarsi principalmente grazie alla rivalutazione annunciata in Singapore del dollaro di questa zona. Se fosse un inizio di rivalutazione valutaria in zona asiatica sarebbe anche il momento per gli investitori di giocare con strumenti come l’ Etf di valute in yuan o in altre monete asiatiche. Che per tradizione si rafforzano sempre quando la valuta cinese sale.

Valore dello Yuan in crescita

Valore dello Yuan in crescita

Dollaro Yuan, Obama e Hu Jintao parlano dello Yuan

Secondo quanto ha reso noto il Financial Times oggi Obama e Hu Hintao avrebbero parlato di “questioni valutarie” durante il vertice per la Sicurezza Nucleare a Washington. “Il presidente degli Stati Uniti Barak Obama avrebbe spinto sulla rivalutazione dello Yuan durante un un dialogo con Hu Hintao” scrive il quotidiano aggiungendo che Obama vorrebbe da Hinato una fermezza maggiore nel sostenere le sanzioni contro l’Iran mentre “le riserve valutarie estere della Cina continuano a crescere ma ad un ritmo minore”.

Hu Hintao e Obama. Foto: www.outlookindia.com

Hu Jintao e Obama. Foto: www.outlookindia.com

“Il presidente ha riconfermato la nostra posizione sull’importanza di un recupero globale sostenibile nel quale la Cina punti verso un Yuan più libero ed orientato verso il mercato” ha dichiarato Jeff bader, il principale consigliere sull’Asia alla Casa Bianca.

Hu Hintao invece ha risposto che la Cina sarà fermamente legata ad una politica monetaria riformista ma mirata a difendere le necessità economiche e sociali del loro paese. “Una rivalutazione del Remimbi – ha detto Hintao- non risolverà nel breve periodo il bilancio Cina-Usa ne i problemi di disoccupazione degli Stati Uniti.

Yuan Dollaro. La Cina cresce ed il Yuan potrebbe “liberarsi”

Lo Yuan è in calo dello 0,02% rispetto al dollaro e rimane in area 6,8250. Dopo la pubblicazione della bilancia commerciale di marzo di sabato le autorità cinesi prevedono un rafforzamento della domanda domestica del paese.

Lo yuan è pronto per il libero mercato? Foto: BusinessWeek

Lo yuan è pronto per il libero mercato? Foto: BusinessWeek

La esportazioni cinesi sono cresciute dello 24,3% e le importazioni del 66% rispetto al 2009. La bilancia commerciale cinese comprende un deficit di oltre 7miliardi di dollari ed una flessione nel surplus storico delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti. Di conseguenza è da immaginare che il governo cinese stia rilanciando l’economia e allentando il freno dell’inflazione per contentare prossimamente gli stati uniti con uno Yuan più libero.

Dollaro Yuan, la Cina potrebbe “allargare la banda di oscillazione dello Yuan”

Le continue pressioni americane sulla Cina per far si che il governo cinese “lasci lo yuan più libero” potrebbero avere un effetto immediato sulla politica monetaria Cinese. Lo dice Il Financial Research Institute fa parte del Development Research Centre, think-tank del governo cinese che oggi in una conferenza stampa rilascia questa dichiarazioni pubblicate da Reuters:

Internationa Financial Research Institute. Foto: Schermata sito

Internationa Financial Research Institute. Foto: Schermata sito

“La Cina potrebbe allargare la banda di oscillazione dello yuan, permettendo così alla moneta di riprendere a salire a un ritmo moderato.” Lo ha detto Ba Shusong, vice direttore generale del Financial Research Institute, in una conferenza stampa, specificando come una riforma del regime della valuta sia più importante di aggiustare il livello stesso dello yuan.

“La Cina dovrebbe essere molto prudente nel timing della riforma dello yuan, che dipenderebbe dalle condizioni economiche della Cina e degli Stati Uniti”

Dollaro Yuan, Obama vuole svegliare il drago?

La settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama chiese di nuovo alla Cina di fare uno sforzo per “stimolare” il valore dello Yuan. Obama accendeva così l’ennesima tensione monetaria tra il biglietto verde e la valuta del Grande Drago Addormentato. Così definì la Cina Napoleone Bonaparte nell’ ottocento.  Notiamo bene che gli sforzi dell’america per svegliare il drago non sono  stati pochi e le richieste di Obama si susseguono. Intanto Wen Jiabao continua a fare finta di sonnecchiare. Tuttavia la settimana scorsa era quella precedente alla riunione della Fed sui i  tassi perciò il messaggio politico verso l’interno di Obama non é da dimenticare. Comunque faremo bene a tenere sotto controllo il cross Dollaro/Yuan per futuri investimenti se le pressioni statunitensi continueranno di questo andazzo.

1 U.S. dollar = 6.82668414 Chinese yuan

Lo Zio Sam protesta contro il Dargo. Img: 2ndlook.wordpress.com

Lo Zio Sam sveglia il drago. Cartoon: Bill Mauldin per The Economist

Ovviamente la ragione macroeconomica c’è. Se gli Stati Uniti vogliono alzare i tassi di interesse come il 59% del mercato prevede prima del quarto trimestre del 2010 non sarebbe logico che la Cina mantenesse i suoi così bassi. Usando la logica sotto la lente Usa.

Ma Jiabao fa lo gnorri e continua a rispondere che lo Yuan “non è sottovalutato” anzi “la sua stabilità” dice Jiabao è stata la chiave del ricupero globale. E non si ferma lì il premier cinese che si dice “stanco delle pressioni americane” per alzare il valore della loro valuta. “Non si tratta di protezionismo”, vogliamo soltanto difendere le nostre esportazioni.

Ma se la Politica Monetaria degli Stati Uniti vuole seriamente cambiare e ritrovarsi prima della fine dell’anno con un nuovo dollaro qualcuno dovrà pure difendere anche le esportazioni americane, penserà Obama. Ma come fare se la Cina posside trilioni di dollari in riserve? Facciamo molta attenzione se abbiamo investimenti soltanto in dollari o soltanto in yuan. Cominciamo a diversificare prima che nello stesso pollaio ci siano due galli anche se – ci pare evidente – che uno dei due abbasserà la cresta prima che il drago decida di innondare il mercato di dollari…

Dove è finito il Dollaro?

2 bilioni e 400 miliardi di dollari. È questa l’incredibile cifra che nasconde la banca centrale cinese dietro le porte della cassa forte più ricca di riserve monetarie al mondo. Niente meno che il 30% delle riserve monetarie mondiali. La lista dei primi paesi al mondo in numero di riserve valutarie è dominata dai paesi asiatici: 7 su 10. Ma in testa restano i paesi del gruppo BRIC: Brasile, Russia, India e la Cina. Tutti insieme sommano il 42% delle riserve di dollari globali con 3 bilioni e 300 miliardi di dollari.

Sorprendentemente i paesi del G7 contano soltanto con un bilione e 200 miliardi in dollari. E paradossalmente gli stati uniti hanno soltanto 45 miiardi a disposizione…poco più delle riserve della Nigeria.

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