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La crisi dell’Euro

I mercati hanno cambiato il nome della crisi. La crisi economica globale si chiama adesso la crisi dell’euro. Non è stato semplice arrivare a questi livelli di pessimismo sulle borse mondiali e far scendere il cambio euro dollaro sotto 1,295; non succedeva da 12 mesi. Non è neanche stato facile permettere il contagio globale di una crisi di fiducia internazionale sul debito dei PIIGS e perciò sulla solidità dell’economia dell’eurozona. Ma ci siamo riusciti. Con molta buona volontà da parte delle agenzie di rating internazionali: con uno sforzo colossale da parte dei vertici europei per salvare la Grecia ma a sua volta far capire al mercato che il piano di salvataggio è insostenibile; con l’audace scherno –sempre politicamente corretto- della stampa anglosassone verso le nostre economie di “porcellini”; e con l’opinione degli analisti rinomati, come Rubini, sempre affilata e pronta a colpire chi se lo merita; con tutto questo impegno ci siamo finalmente riusciti. A svalutare l’euro intendo.

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

Siamo anche riusciti a condannare quel piccolo gruzzoletto di milioni di greci che oggi sono in sciopero generale (neanche i chirurghi operano oggi) ad un calvario verso il risanamento dell’economia ellenica per esempio. Quelli –i greci- non avranno pensioni decenti, non avranno una crescita di stipendio pari all’inflazione e per tanto non arriveranno a fine mese, e soprattutto non potranno far altro che tacere e lavorare per al meno un lustro se vogliono restare dentro il paradiso della Zona Euro. “Ma è stata colpa loro” diranno alcuni pensando alla falsificazione dei conti pubblici e all’aumento sproporzionato dell’inflazione durante gli ultimi anni. Dimenticandosi però che la Grecia, come tutti i PIIGS, ha dovuto premere l’acceleratore, dal 1995 in poi, con un unico scopo: entrare nel paradiso dell’Euro.

Poi, secondo quel che dicono le disinteressate e sempre caritative agenzie di rating, toccherà al Portogallo e la Spagna. Del Portogallo e dell’incapacità di questo paese per far fronte alla competitività dei prodotti asiatici sul mercato non è mai interessato molto alla stampa internazionale. Diciamo che non è un tema “sexy” o non fa notizia come si direbbe in gergo giornalistico. Ma del ruolo di questa piccola economia dopo la prima e grande crisi europea (con Euro) ne parleranno e come. Purtroppo potrebbe essere il grilletto di un grande crunch. Un grande crunch come quello Spagnolo. Un crunch di oltre 5 milioni di disoccupati. Poi del Portogallo ci si dimenticherà facilemente -come tra poco succederà- con la Grecia e con i suoi sciopero. L’attenzione passerà alla Spagna, all’Irlanda e se tutto va come previsto, anche all’Italia.

Ma andiamo avanti, La crisi sta mutando, e ovvio, e sta diventando la crisi delle economia periferiche della zona euro o La crisi dell’Euro. Adesso però è il momento di chiedersi il perché si questo spread incontrollato. Continua …

Andamento dollaro euro ed euro dollaro

L’euro si è svegliato dopo un pesante hangover e con voglia di recuperare il terreno perduto a inizio settimana. Il mal di testa degli investitori che puntavano sulla monta unica è principalmente dovuto ai PIIGS e ai diversi rating negativi che S&P ha deciso di elargire questa settimana. Una generosità -quella di S&P– che aumenta come non mai i dubbi sulla sostenibilità di una zona euro con differenze interne importanti. D’altro canto, laddove le economie dell’euro-periferia hanno bisogno dell’Euro per recuperare la stabilità (nel caso della Grecia per non andare in default) i principali motori della zona euro come la Germania non sembrano tanto convinti di una sostenibilità a lungo termine di questa fiaba della cicala e la formica.

EuroCrashLarge

Infatti per l’euro le economie come quella ellenica o l’andazzo di quella spagnola e portoghese si dimostrano catastrofiche. Chiamarle cicale o maialini fa lo stesso. Il fatto è che l’euro toccava mercoledì un minimo di 12 mesi 1,3115 e oggi vediamo il rimbalzo sopra l’1,3300. Il dollaro invece vedrà molto presto una beneficiosa decisione della FEd di alzare i tassi d’interesse per difendersi al più presto da uno Yen che potrebbe “liberarsi” nei prossimo anni e diventare la nuova lingua coinè dei mercati Forex. Ma queste è un’altra battaglia.

Informazioni sul dollaro e l'euro. La pagina di Forex per entrare nel mondo delle valute.

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