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crisi grecia. Tutti i nostri post che parlano di: crisi grecia

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La borsa in Spagna: è arrivato il contagio post Grecia?

La redazione di Cambiodollaroeuro  e Financialred Canale Italia si sposta a Madrid per seguire la Borsa in Spagna. Il meeting di Bolsalia è un incontro nazionale iberico per investitori. L’Ibex apre una tre giorni (6,7 e 8 maggio) atipica per pubblicizare la aziende quotate e ricuperare la fiducia degli investitori dopo un possibile contagio post Grecia. Per sapere perché la Spagna ha bisogno di recuperare la fiducia dei risparmiatori leggi La crisi dell’Euro.

bolsallia

La crisi dell’Euro

I mercati hanno cambiato il nome della crisi. La crisi economica globale si chiama adesso la crisi dell’euro. Non è stato semplice arrivare a questi livelli di pessimismo sulle borse mondiali e far scendere il cambio euro dollaro sotto 1,295; non succedeva da 12 mesi. Non è neanche stato facile permettere il contagio globale di una crisi di fiducia internazionale sul debito dei PIIGS e perciò sulla solidità dell’economia dell’eurozona. Ma ci siamo riusciti. Con molta buona volontà da parte delle agenzie di rating internazionali: con uno sforzo colossale da parte dei vertici europei per salvare la Grecia ma a sua volta far capire al mercato che il piano di salvataggio è insostenibile; con l’audace scherno –sempre politicamente corretto- della stampa anglosassone verso le nostre economie di “porcellini”; e con l’opinione degli analisti rinomati, come Rubini, sempre affilata e pronta a colpire chi se lo merita; con tutto questo impegno ci siamo finalmente riusciti. A svalutare l’euro intendo.

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

Siamo anche riusciti a condannare quel piccolo gruzzoletto di milioni di greci che oggi sono in sciopero generale (neanche i chirurghi operano oggi) ad un calvario verso il risanamento dell’economia ellenica per esempio. Quelli –i greci- non avranno pensioni decenti, non avranno una crescita di stipendio pari all’inflazione e per tanto non arriveranno a fine mese, e soprattutto non potranno far altro che tacere e lavorare per al meno un lustro se vogliono restare dentro il paradiso della Zona Euro. “Ma è stata colpa loro” diranno alcuni pensando alla falsificazione dei conti pubblici e all’aumento sproporzionato dell’inflazione durante gli ultimi anni. Dimenticandosi però che la Grecia, come tutti i PIIGS, ha dovuto premere l’acceleratore, dal 1995 in poi, con un unico scopo: entrare nel paradiso dell’Euro.

Poi, secondo quel che dicono le disinteressate e sempre caritative agenzie di rating, toccherà al Portogallo e la Spagna. Del Portogallo e dell’incapacità di questo paese per far fronte alla competitività dei prodotti asiatici sul mercato non è mai interessato molto alla stampa internazionale. Diciamo che non è un tema “sexy” o non fa notizia come si direbbe in gergo giornalistico. Ma del ruolo di questa piccola economia dopo la prima e grande crisi europea (con Euro) ne parleranno e come. Purtroppo potrebbe essere il grilletto di un grande crunch. Un grande crunch come quello Spagnolo. Un crunch di oltre 5 milioni di disoccupati. Poi del Portogallo ci si dimenticherà facilemente -come tra poco succederà- con la Grecia e con i suoi sciopero. L’attenzione passerà alla Spagna, all’Irlanda e se tutto va come previsto, anche all’Italia.

Ma andiamo avanti, La crisi sta mutando, e ovvio, e sta diventando la crisi delle economia periferiche della zona euro o La crisi dell’Euro. Adesso però è il momento di chiedersi il perché si questo spread incontrollato. Continua …

La crisi dell’Euro post Grecia

Dopo la riunione oggi a Bruxelles dei ministri di Finanza europei arriva la crisi dell’Euro post Grecia. E’ stato finalmente approvato il piano di salvataggio alla Grecia per 110 miliardi di euro. Dal canto suo Angela Merkel ha dichiarato di trovarsi disposta a lavorare per una approvazione del pacchetto di salvataggio anche nel parlamento tedesco. Un parlamento che secondo tutti gli analisti politici europei sarebbe ora molto suscettibile a qualsiasi pressione del cancelliere sulla questione greca e potrebbe far perdere al partito di Merkel la maggioranza nelle prossime elezioni dei lander.

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Jean Claude Juncker ha però garantito che i primi aiuti arriveranno prima del 19 maggio, data nella quale la Grecia avrebbe il fatale appuntamento con l’ammortamento del debito. Appuntamento che ha scatenato il caos nei mercati dovuto alle altissime probabilità di una sospensione dei pagamento da parte dello stato ellenico se non fosse intervenuto l’Eurogruppo e il FMI.

Molti analisti concordano sul fatto che dopo la Grecia il richio di contagio di altri paesi europei è altissimo e si avvicina una grande crisi per l’euro.

Bond ellenici, contagio scongiurato in Italia

I bond ellenici non contagiano l’Italia e cala la tensione sui mercati dopo l’ipotesi di un possibile contagio dalla Grecia agli altri paesi del Sud Europa. L’Italia in particolare registra il successo dell’asta dei Btp  e Cct, andati esauriti con un buon flusso di domande. L’emissione di ieri, malgrado l’Italia non sia stata colpita dal taglio del rating come Spagna e Portogallo e non abbia all’orizzonte simili decisioni da parte delle agenzie, rappresentava il primo test per i paesi ‘periferici’ dell’area euro i PIIGS.

Geroge Papaconstantinou

Grecia crisi economica: La finde dell’Odissea Greca

L’Eurogruppo si riunirà il 10 maggio. E’ questa, con tutta probabilità, la data che porrà fine all’Odissea greca. Secondo indiscrezioni sempre più pressanti che filtrano dalle agenzie stampa i capi di stato e di governo si riuniranno a Bruxelles tra poco meno di due settimane per prendere una decisione chiara in merito agli aiuti da fornire alla Grecia. La data non è casuale perché segue, a un giorno di distanza, le elezioni per il governo del lander tedesco del Nord Reno Westfalia, il più popoloso e tra i più ricchi della Germania. Una casella importante per il governo di Angela Merkel. Infatti, in caso di sconfitta la Cdu rischia la maggioranza al senato federale. La regione è oggi governata da una coalizione composta da cristiano democratici (Cdu), cui è affidata la presidenza, e liberali del Fdp. Fino ad allora la pressione sui mercati – e sui cambi – sarà una costante, così come le resistenze di Berlino. Da un sondaggio del Die Welt emerge che la maggioranza dei cittadini è contraria al sostegno per la Grecia. Ma d’altro canto anche i greci non vogliono sentir parlare di aiuti internazionali, così come evidenzia un sondaggio appena diffuso dalla rete tv ellenica Mega.

L'eurogruppo. Foto: cdn.wn.com

L'eurogruppo. Foto: cdn.wn.com

La tragedia greca continua…male per l’Euro

Stavolta non si tratta di Antigona, e la tragedia greca non la scrive Sofocle. I versi del copione sono ormai conosciuti da tutti gli interessati al mondo delle valute – sopratutto da quelli che hanno in mano investimenti in euro-  e tornano di moda ogni mattina nei mercati Forex. Oggi si tratta dei dubbi suscitati dalla Germania sulla sostenibilità del piano di salvataggio e, anche se la Merkel ha confermato che un uscita della Grecia dalla Zona Euro non è un opzione, crescono i dubbi sulla posizione del sempre più confusionale governo tedesco rispetto al futuro dell’euro.

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Il ministro all’economia tedesco Wolfgang Schauble parlava di “un piano sostenibile soltanto se la Grecia avrà la capacità di aggiustare il deficit in modo severo” e altri economisti del paese hanno persino dichiarato una crociata personale contro la Grecia e la moneta unica. Con tanto di  ulteriore drammaticità. Tuttavia ieri la Merkel compariva davanti alle telecamere e riprendeva il controllo della situazione. Un pò come Antigona, ma senza l’inquietante finale, Angela ha ristabilito l’ordine dicendo: “la Germania è pronta a pagare il contributo per gli aiuti alla Grecia” perchè, dice la nostra nuova eroina, “la Germania appoggia l’Euro”.

Euro dollaro. Stime negative mentre i bond ellenici mantengono la pressione sulla moneta unica

Euro dollaro. La moneta unica inizia la discesa annunciata sul supporto 1,32 mentre la mattinata si chiude con numeri rossi per l’euro nel cross con il dollaro. Nessuna novità dunque per l’Euro che continua con un trend ribassista e – secondo gli analisti- riceverà forti impatti questa settimana dal fronte di dati macro previsti negli Stati Uniti. Le borse dal canto loro innescano movimenti di diffidenza contro l’Euro dopo una mattinata nella quale il rendimento dei titoli di stato della Grecia è salito sopra il 9%.

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Cambio Euro Dollaro: G20, FMI e la finanza post Grecia

Dopo un G20 all’insegna della polemica sul salvataggio della Grecia vediamo che per l’euro inizia una settimana cruciale per decidere se la crisi dell’economia ellenica è finita oppure no. Al summit del G20 però non sono mancate le dichiarazioni d’ottimismo verso il recupero globale dell’economia. Gli stimoli –iniezioni di liquidità lanciate da tutti i governi per innescare di nuovo il motore dell’economia ed evitare la deflazione- sono ancora presenti per un ammontare di 5.000 miliardi di dollari a livello mondiale. Tuttavia per i leader del G20 e del FMI non è ancora arrivato il momento di ritirare tutta questa liquidità dal mercato e bisogna farlo gradualmente e senza fretta.

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G20. Foto:cubamatinal.es

Dalla riunione primaverile del FMI traiamo 3 conclusioni:

  • Il recupero c’è ma non per tutti, perciò la collaborazione internazionale torna fondamentale per eliminare le disuguaglianze.
  • La sostenibilità delle finanze pubbliche di alcuni paesi è catastrofica. Bisogna ristrutturare il rischio.
  • Bisogna rafforzare la regolamentazione finanziaria (su questo punto potrette leggere stasera uno speciale sulla Volker Rule al voto oggi nel senato americano e il ruolo di Mario Draghi a cura dei nostri colleghi di Italiaefinanza.it)

Informazioni sul dollaro e l'euro. La pagina di Forex per entrare nel mondo delle valute.

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