Pubblicato da Giacomo - 06/04/10 alle 11:04:07 am
Le continue pressioni americane sulla Cina per far si che il governo cinese “lasci lo yuan più libero” potrebbero avere un effetto immediato sulla politica monetaria Cinese. Lo dice Il Financial Research Institute fa parte del Development Research Centre, think-tank del governo cinese che oggi in una conferenza stampa rilascia questa dichiarazioni pubblicate da Reuters:

Internationa Financial Research Institute. Foto: Schermata sito
“La Cina potrebbe allargare la banda di oscillazione dello yuan, permettendo così alla moneta di riprendere a salire a un ritmo moderato.” Lo ha detto Ba Shusong, vice direttore generale del Financial Research Institute, in una conferenza stampa, specificando come una riforma del regime della valuta sia più importante di aggiustare il livello stesso dello yuan.
“La Cina dovrebbe essere molto prudente nel timing della riforma dello yuan, che dipenderebbe dalle condizioni economiche della Cina e degli Stati Uniti”
Pubblicato da Giacomo - 05/04/10 alle 09:04:07 am
Mentre in Europa la Pasqua mette a freno le attività sul mercato Forex, ieri a Washington una nuova pietra è stata scagliata contro lo Yuan. Un consigliere della Casa Bianca ha dichiarato che la moneta cinese “deve essere maggiormente influenzato dalle forze del mercato” dando a intendere con molta diplomazia che la Cina sta manipolando il valore della valuta in modo scorretto per tutti gli attori del mercato, soprattutto gli Stati Uniti. È meglio uno Yuan forte o uno Yuan debole?
1 U.S. dollar = 6.82491366 Chinese yuan

Il dollaro son si toglie dalla testa lo Yuan. Foto: afteramerica.files.wordpress.com
“Crediamo che lo Yuan deve essere maggiormente influenzato dalle forze del mercato, credo che su questo non ci sia da discutere”, ha detto Christina Romer al programma della Nbc “Meet the Press” e “cercheremo di ottenere il risultato che vogliamo”, ha detto Romer.
Per evitare di svegliare il drago, Obama ha deciso di rinviare il rapporto del 15 aprile sull’eventuale manipolazione della propria valuta da parte della Cina. Appunto perché il 12 aprile il presidente cinese Hu Jintao è atteso a Washington per un vertice sulla sicurezza nucleare. La questione rimane pero “prioritaria nell’agenda” ha precisato Romer.