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Cambio Euro. Tutti i nostri post che parlano di: Cambio Euro

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Ecofin, normativa Hedge fund e Private Equity

L’Ecofin si riunisce oggi a Bruxelles. I ministri economici e finanziari europei si incontreranno per la prima volta dopo mesi senza troppa preoccupazione per la sorte della Grecia ma con altri impegni stringenti e qualche gatta da pelare. L’incontro di oggi segue quello dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri economici dell’Eurozona (i 16 paesi dell’euro), che ha rimandato a venerdì 21 maggio l’approvazione del maxi-fondo da 750 miliardi per l’Europa.

hedge fund

Oggi, ai ministri toccherà discutere la nuova direttiva sui fondi speculativi “hedge” e su quelli di private equity. La proposta della
Commissione, l’organo esecutivo dell’Ue, prevede maggior trasparenza nella gestione dei fondi e l’attivazione di un cosiddetto “passaporto europeo” per i gestori attivi in Europa perché venga imposto a tutti il rispetto delle regole comunitarie. Il vero nodo in questo caso è l’ostruzionismo inglese che difende gli interessi della finanza speculativa, anima della City. Londra non userà certo la linea dura. Il governo è fresco di elezione (e di grande compromesso) e cercherà di negoziare.

La crisi dell’euro continua

Iniziamo la settimana aprendo un novo capitolo nella crisi dell’euro. La moneta unica perde di nuovo terreno contro il resto delle valute in modo grave visto che nelle ore scorse iniziava a correre il rumor su un possibile taglio di rating sulla Francia. Dopo il naufragio sotto il supporto a livello 1,2330 il cross euro dollaro è di nuovo ai minimi contro la moneta americana e mantiene una discesa sostenuta contro lo Yen. Contro altre valute come il Franco Svizzero la caduta è meno evidente ma, precisamente contro la moneta elvetica potrebbe perdere il supporto psicologico del 1,40 e accelerare il ribasso.

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Tornando al cross euro dollaro vediamo come il 1,2330 –che corrisponde ai minimi di ottobre del 2008- è saltato e la moneta unica è scivolata sino a quota 1,2234 con un nuovo minimo annuo e anche minimo degli ultimi 4 anni. I nostri esperti vedono nell’euro una possibile caduta al di sotto del supporto 1,20. Se questo avvenisse il trend sarebbe evidentemente ribassista ma con alte probabilità di un rimbalzo nel breve termine. Perciò gli analisti sconsigliano di entrare in posizioni corte in questo momento. Il cross euro-dollaro potrebbe essere fonte di perdite dovuto alla volatilità dell’ultimo periodo.

Valori rifugio come il Dollaro o lo Yen sono più raccomandabili. Ma un momento di rischio simile su valute come l’Euro, la Sterlina o le monete scandinave non si era mai visto. Dunque consigliamo di entrate con moderazione e diversificando tra euro, sterlina, Loonie, Kiwi e Aussie se vogliamo alti rischi ma mantenendo un 20% del nostro capitale sul Dollaro, lo Yen o Materie prime.

Analisti su Euro Dollaro

Ecco due opinioni d’analisti sull’euro dollaro. Il primo è l’analisi di Mario Singh sul mercato delle valute presso il canale finanziario americano CNBC. L’esperto spiega ai microfoni della televisione come l’euro sarà probabilmente soggetto a rimbalzi nel breve termine dopo il piano di salvataggio della Grecia ma avverte gli investitori che sul cross pesano ancora molte condizioni che favoriranno una possibile ricaduta immediata. Le posizioni lunghe sull’euro dollaro non sono dunque consigliate.

L’altro è Boris Schlossberg direttore di ricerca e trader di GTF Forex, che parla con i giornalisti di Bloombreg. In questo caso l’analista prevede per l’euro debole per un lungo periodo e con un possibile calo al di sotto dei 1,20 dollari nel lungo termine. Per Boris Schlossberg la necessità di un accordo sul salvataggio per la Grecia è stata interpretata bene da i politici europei che hanno reagito a una necessità di mercato. Cioè ristabilire la fiducia in un momento di panico. I mercati avevano bisogno di questa rassicurazione e l’euro si è recuperato. Ma anche per Schlossberg le posizioni rialziste sono soltanto consigliabili in valuta americana. L’euro non è buon investimento per il 2010.

Il valore dell’euro dollaro

Le maggiori monete (euro e dollaro) non basano il loro valore su un capitale reale (quarant’anno fa era l’oro). Le banche centrali (Bce e Fed) gestiscono la base monetaria in modo arbitrario con l’obiettivo di mantenere l’inflazione contenuta. La facoltà di produrre (stampare) moneta non è dunque in mano a nessuno Stato, che – al contrario – deve emettere titoli di debito per ricevere in prestito moneta con interessi.

Dunque su cosa si regge la valuta? Le monete, così come i mercati, si reggono sulla fiducia. La fiducia reciproca dei consumatori e dei cittadini, sicuri che troveranno altrettante persone d’accordo sull’idea che una banconota ha un determinato valore (quello scritto sulla carta). Un recente articolo sul Wall Street Journal dimostra che il baratto sta diventando un metodo di pagamento sempre più diffuso. Siti web e comunità della rete, e addirittura società ben strutturate usano questo tipo di metodo di pagamento, in sostanza, uno scambio. Una diffusione capillare di un tale fenomeno sarebbe la distruzione ideale della moneta; così com’è intesa oggi.

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

Il valore reale dell'euro: Cartoon: La Gazeta Mercantil

La graduale, ma inesorabile, debolezza dell’euro nei confronti del dollaro è da imputare anche alla mancanza di fiducia nella politica. Le istituzioni non hanno agito in fretta: la lentezza nel coordinamento per un intervento a favore della Grecia ha evidenziato non solo il vero punto debole dell’Europa, e cioè un’unione politica mai riuscita, ma ha anche messo in dubbio i fondamentali della moneta unica. Chiedersi se sia possibile o meno uscire dall’euro, come ha fatto la Germania, è di per sé un valido motivo per dubitare della solidità dell’unione monetaria. Oggi, gli osservatori si chiedono addirittura se sia possibile creare un nucleo molto ristretto di paesi disposti a costruire “il vero euro”, più controllato, coordinato ed efficiente. Stiamo vivendo di nuovo il periodo nero del 2008, quando gli investitori avevano perso la fiducia nei mercati. Oggi quel che manca è la fiducia nella moneta, nei governi e nella capacità della politica di contenere il disagio sociale. Compito non facile in un momento come questo. Quel che è certo è che l’obiettivo – al momento – sembra fallito.

La crisi dell’Euro

I mercati hanno cambiato il nome della crisi. La crisi economica globale si chiama adesso la crisi dell’euro. Non è stato semplice arrivare a questi livelli di pessimismo sulle borse mondiali e far scendere il cambio euro dollaro sotto 1,295; non succedeva da 12 mesi. Non è neanche stato facile permettere il contagio globale di una crisi di fiducia internazionale sul debito dei PIIGS e perciò sulla solidità dell’economia dell’eurozona. Ma ci siamo riusciti. Con molta buona volontà da parte delle agenzie di rating internazionali: con uno sforzo colossale da parte dei vertici europei per salvare la Grecia ma a sua volta far capire al mercato che il piano di salvataggio è insostenibile; con l’audace scherno –sempre politicamente corretto- della stampa anglosassone verso le nostre economie di “porcellini”; e con l’opinione degli analisti rinomati, come Rubini, sempre affilata e pronta a colpire chi se lo merita; con tutto questo impegno ci siamo finalmente riusciti. A svalutare l’euro intendo.

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

La crisi dell'Euro, Foto, dailymail by Rex

Siamo anche riusciti a condannare quel piccolo gruzzoletto di milioni di greci che oggi sono in sciopero generale (neanche i chirurghi operano oggi) ad un calvario verso il risanamento dell’economia ellenica per esempio. Quelli –i greci- non avranno pensioni decenti, non avranno una crescita di stipendio pari all’inflazione e per tanto non arriveranno a fine mese, e soprattutto non potranno far altro che tacere e lavorare per al meno un lustro se vogliono restare dentro il paradiso della Zona Euro. “Ma è stata colpa loro” diranno alcuni pensando alla falsificazione dei conti pubblici e all’aumento sproporzionato dell’inflazione durante gli ultimi anni. Dimenticandosi però che la Grecia, come tutti i PIIGS, ha dovuto premere l’acceleratore, dal 1995 in poi, con un unico scopo: entrare nel paradiso dell’Euro.

Poi, secondo quel che dicono le disinteressate e sempre caritative agenzie di rating, toccherà al Portogallo e la Spagna. Del Portogallo e dell’incapacità di questo paese per far fronte alla competitività dei prodotti asiatici sul mercato non è mai interessato molto alla stampa internazionale. Diciamo che non è un tema “sexy” o non fa notizia come si direbbe in gergo giornalistico. Ma del ruolo di questa piccola economia dopo la prima e grande crisi europea (con Euro) ne parleranno e come. Purtroppo potrebbe essere il grilletto di un grande crunch. Un grande crunch come quello Spagnolo. Un crunch di oltre 5 milioni di disoccupati. Poi del Portogallo ci si dimenticherà facilemente -come tra poco succederà- con la Grecia e con i suoi sciopero. L’attenzione passerà alla Spagna, all’Irlanda e se tutto va come previsto, anche all’Italia.

Ma andiamo avanti, La crisi sta mutando, e ovvio, e sta diventando la crisi delle economia periferiche della zona euro o La crisi dell’Euro. Adesso però è il momento di chiedersi il perché si questo spread incontrollato. Continua …

Analisi Tecnica Euro Dollaro post salvataggio alla Grecia

Per l’euro dollaro dovrebbe continuare il rimbalzo nel breve periodo. Questa l’opinione degli analisti di Financialred.com. Il principale cross del mercato Forex, l’euro dollaro, ha regito negativamente –come è ben noto- alla strategia dell’eurogruppo per salvare l’economia della Grecia. Sui monitor degli analisti il trend continua ad essere ribassista da quando lo scorso anno è stato reso pubblico dal governo greco che il governo ellenico aveva nascosto i dati sui conti pubblici. Ora, anche se l’Eurogruppo ha deciso di salvare la Grecia, altre economie europee sono a rischio e l’effetto contagio potrebbe arrivare al Portogallo e alla Spagna anche se le condizioni di questi paesi non sono simili a quelle elleniche.

Chart EURUSD. Fonte: www.livecharts.co.uk

Chart EURUSD. Fonte: www.livecharts.co.uk

Il cross attraversa un momento tecnico complesso anche se per il momento sembra essersi appoggiato alla base di un canale rialzista nel breve termine. Se perde questo supporto e perde l’occasione di un nuovo rimbalzo non ci sono dubbi che il cross cadrà di nuovo sino ai minimi annui già toccati lo scorso mercoledì (1,3115). Il supporto 1,3206 è un buon obiettivo.  Attenzione però alla possibilità di rimbalzi sopra i 1,3380 dollari. Potrebbero sfruttare il “momentum” e lanciarsi in alto.

Dal punto di vista fondamentale però rimane ovvia la differenza del ricupero tra la Zona Euro e gli USA. Mentre la Fed sembrerebbe pronta ad alzare i tassi in un periodo medio la situazione delle economie euro-periferiche fa sospettare un lungo periodo di convalescenza per la moneta unica con il conseguente rincaro delle importazioni di materie prime.

La crisi dell’Euro post Grecia

Dopo la riunione oggi a Bruxelles dei ministri di Finanza europei arriva la crisi dell’Euro post Grecia. E’ stato finalmente approvato il piano di salvataggio alla Grecia per 110 miliardi di euro. Dal canto suo Angela Merkel ha dichiarato di trovarsi disposta a lavorare per una approvazione del pacchetto di salvataggio anche nel parlamento tedesco. Un parlamento che secondo tutti gli analisti politici europei sarebbe ora molto suscettibile a qualsiasi pressione del cancelliere sulla questione greca e potrebbe far perdere al partito di Merkel la maggioranza nelle prossime elezioni dei lander.

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Crisi Greca. Cartoon: Latuff

Jean Claude Juncker ha però garantito che i primi aiuti arriveranno prima del 19 maggio, data nella quale la Grecia avrebbe il fatale appuntamento con l’ammortamento del debito. Appuntamento che ha scatenato il caos nei mercati dovuto alle altissime probabilità di una sospensione dei pagamento da parte dello stato ellenico se non fosse intervenuto l’Eurogruppo e il FMI.

Molti analisti concordano sul fatto che dopo la Grecia il richio di contagio di altri paesi europei è altissimo e si avvicina una grande crisi per l’euro.

Andamento dollaro euro ed euro dollaro

L’euro si è svegliato dopo un pesante hangover e con voglia di recuperare il terreno perduto a inizio settimana. Il mal di testa degli investitori che puntavano sulla monta unica è principalmente dovuto ai PIIGS e ai diversi rating negativi che S&P ha deciso di elargire questa settimana. Una generosità -quella di S&P– che aumenta come non mai i dubbi sulla sostenibilità di una zona euro con differenze interne importanti. D’altro canto, laddove le economie dell’euro-periferia hanno bisogno dell’Euro per recuperare la stabilità (nel caso della Grecia per non andare in default) i principali motori della zona euro come la Germania non sembrano tanto convinti di una sostenibilità a lungo termine di questa fiaba della cicala e la formica.

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Infatti per l’euro le economie come quella ellenica o l’andazzo di quella spagnola e portoghese si dimostrano catastrofiche. Chiamarle cicale o maialini fa lo stesso. Il fatto è che l’euro toccava mercoledì un minimo di 12 mesi 1,3115 e oggi vediamo il rimbalzo sopra l’1,3300. Il dollaro invece vedrà molto presto una beneficiosa decisione della FEd di alzare i tassi d’interesse per difendersi al più presto da uno Yen che potrebbe “liberarsi” nei prossimo anni e diventare la nuova lingua coinè dei mercati Forex. Ma queste è un’altra battaglia.

La tragedia greca continua…male per l’Euro

Stavolta non si tratta di Antigona, e la tragedia greca non la scrive Sofocle. I versi del copione sono ormai conosciuti da tutti gli interessati al mondo delle valute – sopratutto da quelli che hanno in mano investimenti in euro-  e tornano di moda ogni mattina nei mercati Forex. Oggi si tratta dei dubbi suscitati dalla Germania sulla sostenibilità del piano di salvataggio e, anche se la Merkel ha confermato che un uscita della Grecia dalla Zona Euro non è un opzione, crescono i dubbi sulla posizione del sempre più confusionale governo tedesco rispetto al futuro dell’euro.

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Angela, paladina dell'Euro. Cartoon: www.toonpool.com

Il ministro all’economia tedesco Wolfgang Schauble parlava di “un piano sostenibile soltanto se la Grecia avrà la capacità di aggiustare il deficit in modo severo” e altri economisti del paese hanno persino dichiarato una crociata personale contro la Grecia e la moneta unica. Con tanto di  ulteriore drammaticità. Tuttavia ieri la Merkel compariva davanti alle telecamere e riprendeva il controllo della situazione. Un pò come Antigona, ma senza l’inquietante finale, Angela ha ristabilito l’ordine dicendo: “la Germania è pronta a pagare il contributo per gli aiuti alla Grecia” perchè, dice la nostra nuova eroina, “la Germania appoggia l’Euro”.

Euro dollaro. Stime negative mentre i bond ellenici mantengono la pressione sulla moneta unica

Euro dollaro. La moneta unica inizia la discesa annunciata sul supporto 1,32 mentre la mattinata si chiude con numeri rossi per l’euro nel cross con il dollaro. Nessuna novità dunque per l’Euro che continua con un trend ribassista e – secondo gli analisti- riceverà forti impatti questa settimana dal fronte di dati macro previsti negli Stati Uniti. Le borse dal canto loro innescano movimenti di diffidenza contro l’Euro dopo una mattinata nella quale il rendimento dei titoli di stato della Grecia è salito sopra il 9%.

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