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Fed. Tutti i nostri post che parlano di: Fed

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Banche Centrali

Oggi, si è ha l’incontro di due giorni sulla politica monetaria della Banca del Giappone (BOJ). Come previsto, hanno lasciato i tassi invariati allo 0,10% . Nella zona euro, siamo all’asta per il rifinanziamento a sette giorni e un mese della BCE (11:15). Anche oggi, abbiamo una decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve (20:15 ora italiana). Dovrebbero rimanere nel range tra 0 e 0,25%. Il mercato non si aspetta alcun cambiamento per quanto riguarda i tassi, ma, come sempre, rimangono molto attenti alla comunicazione in seguito per possibili movimenti speculatvi sul cross euro dollaro. Il cambio euro-dollaro infatti mantiene l’andamento correttivo iniziato venerdì dopo aver raggiunto un massimo degli ultimi tre mesi a 1,3334. Oggi, ha perso il sostegno di quasi 1,3158 e 1,3119. Tutto ciò suggerisce che la traversata sarà corretta e quindi gradualmente potrà passare alla prossima resistenza importante, quella di 1,35 .

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Il dollaro prima della Fed

Il dollaro resta debole nel cambio euro in attesa di una decisione da parte della Federal Reserve di domani. Si è sentito dire dagli esperti che la Fed potrebbe portare a termine nuove misure quantitative o di “quantitative easing” per iniettare maggiore liquidità nel sistema, contribuendo così al recupero dell’economia dopo un lungo periodo di tassi ai limiti dell’inesistenza. Politica economica arrivata agli sgoccioli che avrà probabilmente bisogno di una rinnovo con interventi da parte dello stato. Il mercato si divide in quanto a pareri sulla possibilità di una misura di questo genere da parte della Fed. Alcuni credono che non succederà nulla e che la misura porta soltanto ad un nuovo periodo di austerità nel futuro, per tanto la Fed non interverrà, altri invece pensando che la FED sia alle porte di una nuova serie di misure straordinarie per rilanciare l’economia che da alcuni viene già chiamata ironicamente QE 2.0.

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Il dollaro americano

Il dollaro americano potrebbe subire forti impatti dopo la decisione della Federal Reserve (Fed) sui tassi d’interesse. Anche se le speculazioni su un possibile aumento dei tassi da parte della banca di Ben Bernanke sono elevate il consensus del mercato stima che il rialzo dei tassi non avverrà così presto. Vedi il cambio dollaro.

Un dollaro più forte. Cartoon: weakonomics.com

Un dollaro più forte. Cartoon: weakonomics.com

Il tasso –rimasto ai minimi storici da mesi sullo 0’25%– non cambierà sicuramente ma la Federal Reserve, scrive il Washington Post, sarà sicuramente più ottimista del solito . La riunione della Fed finisce e Bernanke, scrive il quotidiano “potrebbe annunciare una possibile data per il rialzo dei tassi visto che i dati dell’economia americana dimostrano un recupero forte”.

La Politica Monetaria Americana protagonista Macro

agenda

Oggi tutti attenti alla FED

ASIA

Australia

  • Indice Prezzi al Consumo del primo semestre

Nuova Zelanda

  • Decisione dei tassi d’iteresse della Reserve Bank of New Zealand

Giappone

  • Vendite dettaglio marzo

EUROPA

Germania

  • 9.00 Indice Prezzi al Consumo aprile
  • Conferenza Euromoney a Berlino di Jürgen Stark del Consiglio Escutivo della Banca Centrale Europa

Spagna

  • Vendite dettaglio marzo (9:00)

Lussemburgo

  • Report stabilità finanziaria Banca Centrale Lussemburgo

Italia

  • Fiducia delle imprese aprile

BCE

  • Pubblicazione dell’Inchiesta sui prestiti bancari

Usa

  • DECISIONE DEI TASSI D’INTERESSE DELLA FED
  • Scorte petrolio settimanali (16:30)

Tassi d’interesse invariati? BCE e BoE in riunione Politica Monetaria

Sono veramente poche le aspettative dei trader, del mercato di Forex, sulle riunioni odierne della Boe e della BCE. I tassi d’interesse rimarranno stabili ed ancorati. A Londra allo 0,5% senza novità. All’Eurotower invece le novità ci saranno ma niente a che vedere con i tassi- che sicuramente resteranno al minimo storico dell’1%– ma con i commenti relativi alla situazione della Grecia. Trichet dovrebbe parlare del debito greco prima della fine della giornata. Leggi il nostro riassunto dell’ultimo discorso di Trichet.

Nessun cambiamento in vista.

Nessun cambiamento in vista.

Sull’altra sponda dell’oceano, il Presidente della FED, Ben Bernanke, è intervenuto ieri sulla questione dell’economia, ammettendo che non siamo ancora completamente fuori dai guai e sottolineando che l’economia americana è ancora ben al di sotto del suo potenziale.

Dopo Fed: il 59% del mercato prevede salita dei tassi Usa nel 2010

Dopo l’attesissima e contundente risposta negativa della Fed alla domanda: sta per cambiare la politica monetaria degli Stati Uniti? i mercati si sono rilassati. I tassi della Fed rimangono invariarti allo 0,25% e ci resteranno per “un esteso periodo di tempo”, parola di Ben Bernanke. Nessuna sorpresa.

La risposta dei mercati?

Borse in verde, l’euro toccava alle 8.00 del mattino i 1,378 nel cross con il dollaro e iniziavano a sentirsi dei rialzi nella domanda di debito. Il mercato crede che ci sia un 59% di probabilità in favore di una rialzo dei tassi da parte della Fed prima di fine anno. Quando? Nell’ultimo trimestre 2010. Sino ad allora continueranno a piovere dollari.

Dollar rain. Img: solargenicsfl.com

Dollar rain. Img: solargenicsfl.com

La Banca Centrale Giapponese dopo due giorni…

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Tasso Fed? Risultato alle 19.15

Al termine della riunione di oggi conosceremo dalla Fed la decisione sui tassi di interesse. L’attesa delle borse è grande e – anche se le voci degli esperti rassicurano il mercato preannunciando tassi invariati- la politica monetaria americana potrebbe variare. Una variazione che servirebbe ad uscire dalle misure economiche straordinare adottate dagli Stati Uniti durante la crisi.

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

L’ultimo dato dei tassi di interesse americani è: 0,25%

Alcuni analisti stimano questa sia l’ultima occasione in cui la Riserva Federale americana ripete strategia. In relazione a questo “cambiamento” che la squadra di Ben Bernanke sta covando per la politica monetaria del paese ricordiamo le indiscrezioni sulla sostituzione del numero due della Fed Donald Kohn con Janet Yellen. Per alcuni soltanto un altro “flop” delle strategie Obama, visto che la Yellen sarebbe una soffio di liberalismo, per altri invece la miglior scelta possibile.

Dollaro: Marzo ottimista

Chiude un febbraio altalenante per il dollaro che potrebbe entrare nel mese di Marzo rinforzato dalla decisione della Federal Reserve di alzare il tasso di sconto -quello applicato ai prestiti alle banche commerciali- dello 0,25% allo 0,75% con un messaggio chiaro da parte di Bernanke e i suoi: l’Exit Strategy è in moto e il dollaro sarà il cavallo di battaglia. Ecco i numeri di febbraio:

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