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Spagna. Tutti i nostri post che parlano di: Spagna

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L’ U.E. serra i ranghi con l’azione contro il deficit spagnolo

Barroso nega che ci sia un doppio standard per trattare i casi di infrazione l’Ungheria e la Spagna. Il caso spagnolo potrebbe essere il primo di una serie, come altri paesi non hanno ancora i dati. L’UE ha preso 10 giorni per aver violato il trattato di austerità. Spagna ha firmato il trattato per 10 giorni e 15 minuti dopo il primo ministro, Mariano Rajoy, Bruxelles ha lanciato una sfida fare appello alla “sovranità nazionale” per violare l’obiettivo di disavanzo per il 2012. Rajoy ha annunciato che il nuovo obiettivo sarà il 5,8% del PIL. E ci sono voluti quegli stessi dieci giorni di tempo per rimediare: i partner dell’area euro ha spinto la Spagna di effettuare una rettifica importante (5,3%), anche se questa cifra è il momento di infrangere le regole.

Bruxelles è tra l’incudine e il martello: da un lato, la Commissione deve dare un messaggio di credibilità e continuano a chiedere tagli e in secondo luogo, accettato dalla porta sul retro che alcuni paesi non in grado di soddisfarli, e la Spagna è solo il primo l’elenco come le cifre del disavanzo non hanno ancora segnalato in altre capitali europee. Il ministro dell’Economia, Luis de Guindos, ha certificato questa mattina che la Spagna rispetto: “La Spagna è assolutamente impegnata nel risanamento dei conti pubblici è assolutamente impegnata a intraprendere riforme strutturali e, naturalmente, da quel punto di vista, questa raccomandazione sarà accettata da il governo spagnolo “, ha assicurato il ministro al momento dell’arrivo in occasione della riunione dei ministri delle finanze dell’UE (Ecofin).
Spagna ha chiesto po ‘di spazio per abbassare il deficit, sempre con l’obiettivo del 3% per il 2013, come non negoziabile. Alla fine, il percorso sarà più difficile di quanto egli intendeva Rajoy: dal 8,5% dello scorso anno passerà nel 2012 al 5,3%, il che implica tagli per 35.000 milioni (di cui già hanno attuato misure importo di 15.000 milioni di euro). Che lascerà più disoccupazione e un’economia in profondità nel territorio recessione. Con queste coordinate cattivi economiche, l’impostazione del 2013 sarà ancora più difficile: nel bel mezzo di una profonda recessione, l’anno prossimo ci sarà un adeguamento supplementare di 25.000 milioni di euro, dove la Spagna risponde agli obiettivi nel 2012 (cosa che la maggior parte Gli analisti escludere completamente). Un dibattito aperto in Europa è quello di verificare se la Spagna (e un margine più alto sulla riduzione del deficit) sarà un’eccezione, o il primo esempio di un rilassamento che può assumere molti altri paesi. In essi, incontro non sarà facile, sia a causa delle difficoltà di applicazione le forbici come la situazione economica peggiore di quanto si pensasse. Anche Berlino si salva dalla combustione: la Germania è in violazione dei suoi piani per tagliare. L’Istituto Economia di Colonia ha detto che il governo Merkel ha lanciato solo il 41% del taglio dei costi intrapresa nel 2011, e quest’anno ancora una volta fallire miseramente, riporta Der Spiegel . Questo taglio, dal 8,5% al 3% in due anni, è simile per l’UE ha costretto i paesi per salvare la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo. Almeno in Grecia e Portogallo, che lascia una recessione profonda che durerà anni.

Fonte: http://elpais.com

Economia Spagnola, stime positive dalla Banca Centrale

La Banca Centrale della Spagna (BCS) stima un miglioramento dell’economia per il 2010. Il PIL iberico dovrebbe trovare la strada verso il recupero prima del 2012 quando la Spagna tornerà a crescere, segnalano i banchieri centrali. L’espansione dell’economia- prevista dalla BCS- sarebbe dello 0,8% su base annua.

L’ottimismo dei banchieri si basa sulle “esportazioni ed il miglioramento della competitività”. Tuttavia la BCS segnala l’alto livello di debito del settore privato spagnolo, l’incertezza dei mercati e gli effetti del declino del mercato immobiliare ancora in picchiata come i principali problemi dell’economia spagnola per il 2010. Il debito pubblico –principale motivo della S di Spagna nell’acronimo PIGS- sarà ancora un punto di domanda in quanto il governo spagnolo stà escogitando riforme fiscali per alleggerire il peso del deficit.

Ministro Salgado, Economia e Finanza Spagnola. Foto: Reuters

Ministro Salgado, Economia e Finanza Spagnola. Foto: Reuters

Cambio Dollaro Euro colpito dalla Spagna

Il cambio euro dollaro ha perso terreno dopo le notizie pubblicate sulla Spagna. Purtroppo per la moneta unica l’euro non ha reagito ai margini dopo queste informazioni e il dollaro continua a guadagnare terreno sul cross. Intanto il deficit iberico continua a salire e i sindacati spagnoli hanno fissato un giorno per lo sciopero nazionale dei lavoratori, lasciando così in sospeso la pretesa riforma del mercato del lavoro e dell’economia nazionale alla quale un Zapatero sempre più stanco e senza ormai alcuna autorevolezza politica si afferra come ultimo appiglio per convincere i cittadini spagnoli a lavorare di più; guadagnare di meno; contentare l’unione europea tagliando la spesa pubblica; e -se gli rimane ancora qualcosa in tasca- portarlo alle banche per sostenere un sistema finanziario nazionale sull’orlo della bancarotta.

zapatero-ceja

Come avrete capito il mix di tutte queste pretese è una formula esplosiva che non è piaciuta nemmeno ai sindacati spagnoli, noti a livello europeo per la benevolenza con cui hanno trattato il governo socialista spagnolo negl’ultimi anni di crisi. Sindacati scontenti sciopero che monta. Ormai la data c’è: sarà il 29 settembre. Un giorno in cui la Spagna fermerà i motori dell’economia nazionale e tutti i cittadini iberici scenderanno in piazza per protestare contro un governo incapace di governare.

Come avrete capito il mix di tutte queste pretese è una formula esplosiva che non è piaciuta nemmeno ai sindacati spagnoli, noti a livello europeo per la benevolenza con cui hanno trattato il governo socialista spagnolo negl’ultimi anni di crisi. Sindacati scontenti sciopero che monta. Ormai la data c’è: sarà il 29 settembre. Un giorno in cui la Spagna fermerà i motori dell’economia nazionale e tutti i cittadini iberici scenderanno in piazza per protestare contro un governo incapace di governare.

Finanziaria: il caso della Spagna

Il governo di Zapatero ha fatto il primo passo per migliorare il futuro dell’economia spagnola. Non sapremo mai quanto sarebbe migliorata la situazione per il paese iberico nel 2010 se questo governo -fortemente legato a misure sociali e sempre sotto la pressione d’accordi sindacali che bloccano la mobilità del mercato del lavoro– avesse cambiato strategia quando gli esperti internazionali gli puntavano il dito contro già nel 2009 e a inizio 2010. Ricorderete bene la prima pagina del FT a gennaio con un inchiesta speciale sulla Spagna. Insostenibile diceva, credo, la copertina. Il governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero però non ha voluto crederci, pensando che quelli del FT l’avessero presa con la Spagna come fanno sempre, per puro divertimento giornalistico.

No c’è da biasimarlo, la stampa britannica ha infatti come sport nazionale il “lancio di escremento contro Spagna, Italia, Gecia e Portogallo”. Uno sport affascinante e a volte un poco sporco ma che nasconde sempre un fondo di verità. Tuttavia la Spagna ha chiusi gli occhi e ha inflitto ai suoi cittadini l’impossibilità di trovare un posto di lavoro. Soprattutto ai giovani. Zapatero ha subito escluso la possibilità di ritirare le protezioni per i lavoratori occupati –per non disturbare il placito letargo in cui è riuscito a far sprofondare i principali sindacati spagnoli: Comisiones Obreras e Unión General de Trabajadores- è ha condannato il paese ad essere la nuova Grecia ma con una sottile differenza. 5 milioni di disoccupati. Qualcuno si è già allarmato con questo dato. Per esempio Barack Obama e Hu Hintao. Che ieri hanno chiamato personalmente Zapatero per chiedergli di frenare la corsa suicida della Spagna verso un disastro nazionale che ormai l’Europa non sarebbe più in grado di sopportare. Non sappiamo a che ora abbiano chiamato il presidente Zapatero ma tenendo conto del fuso orario pensiamo proprio che durante queste telefonate uno dei tre interlocutori non dormiva da un pò. Probabilmente Zapatero.

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Zapatero felice. Foto: ElPais.com

Infatti non è proprio momento di dormire. Un piano per salvare la Spagna e il Portogallo costerebbe 750 miliardi di euro e secondo le ultime indiscrezioni pare proprio che Angela Markel non dispone di questa cifra. Non che non voglia staccare l’assegno, certo, ma stà di fatto che le banche tedesche sono già indebitate come un giocatore di poker giapponese a Las Vegas. Non hanno più carte in mano.

La giocata vincente è arrivata invece da un sorprendente Zapatero. Lui, l’uomo che in sette anni di governo è riuscito soltanto a portare a termine una unica e non facile legge utile alla democrazia spagnola (il matrimonio per gli omosessuali) ha deciso ieri di lanciarsi in avanti e sfidare l’Europa con uno spavaldo atteggiamento davanti al suo stesso parlamento che ha assistito ieri basito alle proposte del presidente per tagliare la spesa pubblica:

  • Riduzione dello stipendio del personale del settore pubblico del 5% nel 2010 e sospensione totale nel 2011. Riduzione del 15% nello stipendio dei membri del governo. Stima risparmio: 3 miliardi di euro
  • Per il 2011 si sganciano le pensioni dall’inflazione e i prepensionamenti. Stima Risparmio: 1,5 milardi di euro.
  • Eliminato il sussidio nel 2011 per le mamme che non hanno un reddito pari al minimo in Spagna cioè che non lavorano o prendono meno di 600 euro. Stima risparmio: 1 miliardo di euro.
  • Taglio per i prodotti farmaceutici che ridurrà i guadagni netti di ogni farmacia di 1.500 euro al mese. Stima Risparmio: sconosciuta  ma sappiamo di certo che non supera i 2 miliardi di euro e che porterà alla chiusura o sciopero di molte farmacie. Soprattutto quelle in zone rurali.
  • Eliminata la retroattività nelle approvazioni della dipendenza. Burocrazia spagnola. Stima Risparmio: meno di mezzo miliardo di euro.
  • Taglio agli aiuti per l’aiuto Ufficiale allo Sviluppo di 600 milioni di euro nel 2010-2011.
  • 6 miliardi in meno di euro per gli investimenti pubblici.
  • Risparmio di oltre un miliardo di euro nelle spese assegnate alle Comunidades Autonomas: le regioni spagnole.
Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Il terrore nel volto dell'oposizione. Mariano Rajoy. Foto: AP

Se facciamo un rapido calcolo vedremo subito che la cifra di risparmio stimato non è molto alta se a confronto con i 750 miliardi che dovrebbero contribuire a salvare la Spagna. Tuttavia il Parlamento spagnolo (il partito socialista esclusivamente) ha applaudito queste magnifiche misure del presidente. Lui, rincuorato da questa dimostrazione di affetto del suo partito è tornato alla Moncloa (palazzo del Governo Spagnolo) senza chiamare il leader dell’opposizione neanche una sola volta e per prima cosa ha fissato un incontro per stamani con Comisiones Obreras e UGT. Per rincuorare anche loro e confortarsi a vicenda. Dal canto suo il leader dell’opposizione Mariano Rajoy –che rappresenta il 49% degli spagnoli– è rimasto a bocca aperta da questo nuovo Zapatero che ha preso così il “toro dalle corna”.  E il suo gesto di sorpresa è stato ancora più grande quando un economista della sua squadra gli ha girato un analisi della situazione che si riassume così:

  • La Spagna ha perso qualsiasi autorevolezza a livello economico in Europa. Adesso sarà il FMI, l’UE e soprattutto la Germania a dirci che cosa fare nei prossimi 5 anni.
  • Le misure di Zapatero non liberano il mercato del lavoro. Anzi, fanno stare peggio quelli che già stavano male: pensionati, vedove, il settore sanitario, le regioni più povere della Spagna che perdono gli aiuti, le imprese che perdono ogni sovvenzione per lo sviluppo e le famiglie con una basso reddito che perdono le sovvenzioni per la casa, per il primo bimbo e per i primi crediti.
  • La disoccupazione continuerà a crescere. Queste misure non mirano a frenarla e nemmeno a far ripartire l’economia. Perciò il gap previsto tra occupati e disoccupati sarà ancora più grande nel 2011.

Pensiamo che a questo punto Mariano Rajoy abbia avuto soltanto due scelte (questa informazione è ancora da confermare). La prima rimanere a bocca aperta tutta la notte al parlamento aspettando di svegliarsi da un terribile incubo di bandire rosse e Zapataros sorridenti. La seconda mandare immediatamente i suoi figli a cercare lavoro all’estero. Pensiamo che, come tutti gli spagnoli che possono permetterselo, il successore di Jose Maria Aznar abbia scelto la seconda.

La borsa in Spagna: è arrivato il contagio post Grecia?

La redazione di Cambiodollaroeuro  e Financialred Canale Italia si sposta a Madrid per seguire la Borsa in Spagna. Il meeting di Bolsalia è un incontro nazionale iberico per investitori. L’Ibex apre una tre giorni (6,7 e 8 maggio) atipica per pubblicizare la aziende quotate e ricuperare la fiducia degli investitori dopo un possibile contagio post Grecia. Per sapere perché la Spagna ha bisogno di recuperare la fiducia dei risparmiatori leggi La crisi dell’Euro.

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Euro, pericolo dalla Spagna: disoccupazione inaccetabile, interviene il FMI

“La Spagna è il paese che ha reagito peggio alla crisi dal punto di vista del mercato del lavoro”. Queste le parole che scrive il FMI di Strauss Kahn nel report sull’economia globale. Sono forti le critiche del Fondo Monetario Internazionale alla Spagna e questa volta si tratta proprio del punto debole dell’economia spagnola, il mercato del lavoro spagnolo presenta una disoccupazione di quasi il 20% e le statistiche di disoccupazione giovanile potrebbero arrivare oltre il 30%. Il FMI si direbbe pronto ad intervenire con proposte per il governo Zapatero. Un nuovo peridolo per l’euro che proviene dai soliti PIIGS.

Spagnoli alla ricerca di un lavoro nell'ufficio occupazione dello stato. Foto: www.gurusblog.com

Spagnoli alla ricerca di un lavoro nell'ufficio occupazione dello stato. Foto: www.gurusblog.com

Una tra tante sarebbe la riduzione dei costi dei licenziamenti, che in Spagna sono alle stelle grazie al debole del governo socialista per gli accordi con i sindacati. Il FMI punta il dito contro l’alto numero di concessioni del governo Zapatero alle associazioni sindacali per “proteggere chi ha un lavoro” ma che potrebbero condannare il 20% degli spagnoli a non trovarne uno in molto tempo.

L’organismo internazionale spiega che la Spagna gestisce male i contratti indeterminati (che non sono tanti ma bensì troppo cari da recidere) e i contratti determinati, che sono troppi, mal pagati e non danno la possibilità al lavoratore –soprattutto giovane- di inserirsi nel mercato del lavoro definitivamente.

La proposta del FMI

Il Fondo Monetario Internazionale propone alla Spagna –se non vuole, grazia alla disoccupazione, diventare il nuovo pericolo pubblico dell’eurozona dopo la Grecia – di eliminare l’abisso che separa le due modalità di contratto. Quelli indefiniti  ricevono compensi per licenziamento di uno stipendio pari a  33 a 45 giorni per anno lavorato mentre quelli temporali non ricevono nulla. “Proponiamo alla Spagna di  ridurre le norme di protezione dei lavoratori a contratto indeterminato e favorire quelli a contratto temporale”, scrive Ravi Balakrishnan, esperto del FMI.

Euro Dollaro, le stime per il 2010 non sono buone eppur si muove

L’effetto della crisi Greca inizia calare e il sentimento del mercato è di “controllo” anche se l’incertezza continua ad essere alta sulla sostenibilità di diversi paesi eurpopei (principalmente i PIIGS) . Questa zavorra appesantirà l’euro nel breve termine ma gli analisti concordano sul fatto che la moneta unica non calerà contro il dollaro in un modo così drastico come durante le scorese settimane. Da Nomura Securities International arrivano voci d’ottimismo; l’euro non cadrà di nuovo in modo grave visto che il peggio è passato e la moneta unica ha dimostrato la capacità di assorbire anche le situazioni più compromettenti”, dice un analista. Tuttavia la BCE non cambierà i tassi nel breve termine e l’euro potrebbe toccare l1,25 nel cross con il dollaro prima della fina del 2010. Gli investitori non sono contenti con la situazione dell’eurozona e i dati provenienti da paesi come l’Irlanda o la Spagna comprometteranno ulteriormente l’euro.

Pioggia di euro che costan poco. Foto: Getty Images

Pioggia di euro che costan poco. Foto: Getty Images

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