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Il dollaro prima della Fed

Il dollaro resta debole nel cambio euro in attesa di una decisione da parte della Federal Reserve di domani. Si è sentito dire dagli esperti che la Fed potrebbe portare a termine nuove misure quantitative o di “quantitative easing” per iniettare maggiore liquidità nel sistema, contribuendo così al recupero dell’economia dopo un lungo periodo di tassi ai limiti dell’inesistenza. Politica economica arrivata agli sgoccioli che avrà probabilmente bisogno di una rinnovo con interventi da parte dello stato. Il mercato si divide in quanto a pareri sulla possibilità di una misura di questo genere da parte della Fed. Alcuni credono che non succederà nulla e che la misura porta soltanto ad un nuovo periodo di austerità nel futuro, per tanto la Fed non interverrà, altri invece pensando che la FED sia alle porte di una nuova serie di misure straordinarie per rilanciare l’economia che da alcuni viene già chiamata ironicamente QE 2.0.

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Dollaro Euro. “La Fed dovrà alzare i tassi, prima o poi” parola di Janet Yellen

Il nuovo dollaro? Qualche settimana fa parlavamo del nuovo dollaro di Janet Yellen. Un cambiamento fondamentale nella politica monetaria americana –atteso entro la fine di questo anno- che grazie all’intervento dell’attuale governatore della Fed di San Francisco nella Fed di Bernanke potrebbe portare il biglietto verde a rafforzarsi nel breve termine. Un cambiamento voluto anche da Obama e da Ben Bernanke per rilanciare l’economia a stelle e strisce una volta fuori dalla crisi. Per farlo però in un modo più rapido e ridare a gli inversori che conservano investimenti in dollari un pò di sollievo ci vuole un rialzo dei tassi.

Janet Yellen che rimpiazzerà Khon alla Federal Reserve è il cavallo di battaglia che ci vuole. Ieri in un discorso sullo stato dell’economia americana diceva:

“Prima o poi, se l’economia degli Stati Uniti d’America continuerà ad espandersi a questo ritmo, la Fed dovrà ritirare le misure di stimolo all’economia”. Una di loro potrebbe essere senza dubbio la salita del tasso Fed. È ormai da dicembre del 2008 che i tassi rimangono ancorati a 0%-0,25%. Ma dovremo aspettare (anche se il 59% del mercato prevede una salita dei tassi Usa entro la finde del 2010) alla prossima riunione della Fed prevista per il 27, 28 aprile per confermare il fatto.

Il futuro del dollaro?

Il futuro del dollaro?

Dollaro Yuan, Obama vuole svegliare il drago?

La settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama chiese di nuovo alla Cina di fare uno sforzo per “stimolare” il valore dello Yuan. Obama accendeva così l’ennesima tensione monetaria tra il biglietto verde e la valuta del Grande Drago Addormentato. Così definì la Cina Napoleone Bonaparte nell’ ottocento.  Notiamo bene che gli sforzi dell’america per svegliare il drago non sono  stati pochi e le richieste di Obama si susseguono. Intanto Wen Jiabao continua a fare finta di sonnecchiare. Tuttavia la settimana scorsa era quella precedente alla riunione della Fed sui i  tassi perciò il messaggio politico verso l’interno di Obama non é da dimenticare. Comunque faremo bene a tenere sotto controllo il cross Dollaro/Yuan per futuri investimenti se le pressioni statunitensi continueranno di questo andazzo.

1 U.S. dollar = 6.82668414 Chinese yuan

Lo Zio Sam protesta contro il Dargo. Img: 2ndlook.wordpress.com

Lo Zio Sam sveglia il drago. Cartoon: Bill Mauldin per The Economist

Ovviamente la ragione macroeconomica c’è. Se gli Stati Uniti vogliono alzare i tassi di interesse come il 59% del mercato prevede prima del quarto trimestre del 2010 non sarebbe logico che la Cina mantenesse i suoi così bassi. Usando la logica sotto la lente Usa.

Ma Jiabao fa lo gnorri e continua a rispondere che lo Yuan “non è sottovalutato” anzi “la sua stabilità” dice Jiabao è stata la chiave del ricupero globale. E non si ferma lì il premier cinese che si dice “stanco delle pressioni americane” per alzare il valore della loro valuta. “Non si tratta di protezionismo”, vogliamo soltanto difendere le nostre esportazioni.

Ma se la Politica Monetaria degli Stati Uniti vuole seriamente cambiare e ritrovarsi prima della fine dell’anno con un nuovo dollaro qualcuno dovrà pure difendere anche le esportazioni americane, penserà Obama. Ma come fare se la Cina posside trilioni di dollari in riserve? Facciamo molta attenzione se abbiamo investimenti soltanto in dollari o soltanto in yuan. Cominciamo a diversificare prima che nello stesso pollaio ci siano due galli anche se – ci pare evidente – che uno dei due abbasserà la cresta prima che il drago decida di innondare il mercato di dollari…

Dopo Fed: il 59% del mercato prevede salita dei tassi Usa nel 2010

Dopo l’attesissima e contundente risposta negativa della Fed alla domanda: sta per cambiare la politica monetaria degli Stati Uniti? i mercati si sono rilassati. I tassi della Fed rimangono invariarti allo 0,25% e ci resteranno per “un esteso periodo di tempo”, parola di Ben Bernanke. Nessuna sorpresa.

La risposta dei mercati?

Borse in verde, l’euro toccava alle 8.00 del mattino i 1,378 nel cross con il dollaro e iniziavano a sentirsi dei rialzi nella domanda di debito. Il mercato crede che ci sia un 59% di probabilità in favore di una rialzo dei tassi da parte della Fed prima di fine anno. Quando? Nell’ultimo trimestre 2010. Sino ad allora continueranno a piovere dollari.

Dollar rain. Img: solargenicsfl.com

Dollar rain. Img: solargenicsfl.com

La Banca Centrale Giapponese dopo due giorni…

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Tasso Fed? Risultato alle 19.15

Al termine della riunione di oggi conosceremo dalla Fed la decisione sui tassi di interesse. L’attesa delle borse è grande e – anche se le voci degli esperti rassicurano il mercato preannunciando tassi invariati- la politica monetaria americana potrebbe variare. Una variazione che servirebbe ad uscire dalle misure economiche straordinare adottate dagli Stati Uniti durante la crisi.

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

Ben Bernanke. Foto: sagentwm.com

L’ultimo dato dei tassi di interesse americani è: 0,25%

Alcuni analisti stimano questa sia l’ultima occasione in cui la Riserva Federale americana ripete strategia. In relazione a questo “cambiamento” che la squadra di Ben Bernanke sta covando per la politica monetaria del paese ricordiamo le indiscrezioni sulla sostituzione del numero due della Fed Donald Kohn con Janet Yellen. Per alcuni soltanto un altro “flop” delle strategie Obama, visto che la Yellen sarebbe una soffio di liberalismo, per altri invece la miglior scelta possibile.

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